[Review] Alex Kidd in Shinobi World


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The Dark Ninja, the evil one whom I banished 10000 years ago, has returned

My heart says…

I’ve grown up with an NES, so the Master System and later the Mega Drive were two rivals to fight, but having a lot of friends with other consoles I’ve learned to appreciate also ather games. If the first Alex Kidd was a good platformer, although I’ve always thought Mario were far superior, I had thought that also the sequels could live up the expectations, but in this case despite the initial althusiasm I have to face the fact that the game is ordinary and short. Good, colourful and even fun but there’s something better out there…

Sono cresciuto con un NES, quindi il Master System prima e il Mega Drive poi per me erano rivali da combattere, ma avendo molti amici con altre console ho imparato ad apprezzare anche altri giochi. Se il primo Alex Kidd, pur non facendomi ricredere sulla superiorità di Mario, era un bel platformer che apprezzavo, avrei pensato che anche i seguiti sarebbero stati all’altezza, ma in questo caso nonostante l’entusiasmo iniziale mi sono dovuto scontrare con un gioco banale e corto. Bello, colorato e anche divertente, ma ci vuole di più…

Splash screen

Alex Kidd in Shinobi World opens with the narration of the “story” that lead our furry friend through the four different stages of the game. To me it looks a lot like the opening in Jackie Chan’s Action Kung-Fu, but it’s an interesting and colourful one anyway, so nothing to say about it.

Alex Kidd in Shinobi World si apre con la narrazione della “storia” che porta il nostro peloso amico attraverso i 4 stage del gioco. A me sembra molto simile a quella di Jackie Chan’s Action Kung-Fu, ma è comunque un’introduzione divertente e colorata, quindi nulla da dire.

Graphics

This is one of the strong points of the game. It has a mediocre plot and it’s short, but at least what it partially saves it is the color. All of the settings, even those that should be gloomy are nice and colourful and surely they contribute to make the game more happy-go-lucky.

Questo è uno dei punti forti del gioco. Non avendo una gran trama ed essendo corto, perlomeno ci si salva con il colore. Le ambientazioni, anche quelle che dovrebbero essere più cupe, sono belle colorate e sicuramente contribuiscono a rendere più “spensierato” il gioco.

Narrative

Giving the fact that this Alex Kidd adventure is set in Shinobi World, at least they could have put more commitment in building the plot. But it’s the same old damsel in peril story with the girl kidnapped by the evil baddie. What shinobis have to do with all of this is still a mistery…

Dal momento che questa avventura di Alex Kidd è nel mondo degli Shinobi, perlomeno avrebbero potuto impegnarsi un po’ di più nella costruzione della storia. Invece è la stessa trita e ritrita storia dell’innamorata rapita dal cattivo di turno. Cosa c’entrino gli shinobi in tutto questo vallo a capire.

Gameplay

Some meagre 12 levels (all of them very short) without power ups and three different weapons is all Alex Kidd in Shinobi World has to offer. The level are sometimes disarmingly easy and there’s no way to explore them more in depth, since the “secret passages” are absolutely clear even to those with no experience in platform games. To contribute to the simplicity of the game, Sega decided not to push on the old formula “one hit, you’re dead”, but Alex starts with three ht points that can rise up to six makeing him virtually invincible since (and this is another thing that makes the game so easy) the enemies are anything but abundant and they’re never realy aggressive: they follow their pattern without disturbing that much. Every stage has its own end level boss and the sad thing is that they’re incredibly easy. It only has to be wise to keep the spare as a weapon and we can use the ranged attack and avoid the melee: the first boss Kabuto lasts 10 seconds (maybe even less), with Heli you only need to stay in a corner and keep swinging the sword and wait, while Robster is K.O.-ed with three hits. The only one who offers a decent challenge is the last one, Hanzo, but with a bit of skill you can defeat him without any problem.

Something i hate? THE FU**ING UNDERWATER LEVEL! Nobody likes it, everydy hates it. Luckily Alex can walk on the water (I know another one who can do it…) so the level can be almost entirely skipped.

In other words a lazy platformer that Sega released just to further exploit a character that would have been shortly replaced by the new mascot Sonic.

La miseria di 12 livelli (tutti peraltro molto corti) senza power up e con tre armi differenti è tutto quello che troviamo in Alex Kidd in Shinobi World. I livelli sono di una semplicità spesso disarmante, non c’è possibilità di esplorarli più nel dettaglio e i “passaggi segreti” sono evidentissimi anche a chi ha poca dimestichezza con i platformer. A contribuire alla semplicità del gioco, Sega decide di non puntare sulla vecchia formula “one hit, you’re dead”, ma Alex parte con 3 punti ferita che possono aumentare fino a 6 rendendolo qundi praticamente invincibile, visto che (altra cosa che rende il gioco molto semplice) i nemici sono tutt’altro che abbondanti e non sono mai veramente aggressivi: seguono il loro pattern e non di disturbano più di tanto. Ogni stage ha il suo inevitabile boss di fine livello e la cosa triste è che sono di una semplicità incredibile. Basta essere un minimo attenti e tenere la lancia come arma e possiamo tutti attaccarli da lontano: il primo boss Kabuto stramazza in 10 secondi (forse anche meno), con Heli basta mettersi in un angolo, continuare ad attaccare e attendere, mentre Robster con 3 colpi è K.O. L’unico che ha un minimo di grado di sfida è il boss finale, Hanzo, ma com un minimo di accortezza si sconfigge senza grossi problemi.

Una cosa che detesto? IL CA**O DI LIVELLO SUBACQUEO!!! A nessuno piacciono, anzi tutti li odiano. Per fortuna Alex ha la capacità di saltare sull’acqua (ne conosco un altro che lo sa fare…) quindi il livello può essere tranquillamente saltato o quasi.

In poche parole un platform stanco e svogliato che Sega ha fatto uscire per sfruttare un personaggio che di lì a poco sarebbe stat sovrastato dalla nuova mascotte Sonic.

Controls

If we don’t consider the Master System controller that is intrinsically inaccurate because if you’re trying to go in one way with the D-pad there’s always the possibility that the button takes a nearby direction making very difficult to walk straight or duck without moving, the actual game is ok. There aren’t that many actions to perform except jumping, attacking and spinning on the poles so there aren’t many issues. If only the controller could be a bit less sensitive…

P.S. immense hate for the movable carts: standing on them you won’t be naturally transported but you have to keep walking right otherwise the cart goes on and Alex stands still. A tip for the next adventure: maybe give Alex a pair of shoes not covered with grease…

Se non teniamo conto che per sua fattura il controller del Master System è molto impreciso perchè mentre con il D-pad si prova ad andare da una parte c’è sempre la possibilità che il tasto si pieghi in modo anomalo facendoci rallentare o accucciare, il gioco in sè è ok. Non ci sono molte azioni da fare, se non saltare, attaccare e fare giri della morte attorno ai pali, quindi non ci sono particolari problemi. Se solo il controller fosse un po’ meno sensibile…

P.S. odio mortale per i carrelli semovibili: standoci sopra non si è semplicemente trasportati, ma bisogna continuare a camminare altrimenti il carrello va e Alex rimane fermo. Magari per le prossime avventure diamogli delle scarpe che non siano cosparse d’olio…

Sound

The good thing about the 8-bit era was that when an importand firm released a game it had most likely an at least acceptable music score. Add the nostalgia factor and the music in Alex Kidd in Shinobi World can be considered an honest tune that doesn’t look bad compared to others. It’s a shame that we hear it for too short a time (check the “Longevity” section)

Il bello dell’era 8-bit è che se un’azienda “di nome” sformava un gioco, era molto probabile che la colonna sonora fosse perlomeno accettabile. Aggiungete il fattore nostalgia e la musica di Alex Kidd in Shinobi World può essere considerata un’onesto motivetto che non sfigura di fronte ad altri. Peccato che la si senta per troppo poco tempo (vedi sezione “Longevità”).

Longevity

The most disappointing aspect of the game whatsoever. Being the last game of the series, so with enought experince behind, I thought that Shinobi’s World could have been, if not a masterpiece, at least a decent platformer, giving the fact that Sega has had the possibility to learn from the previous chapters and improve the critical points. However the game has only four stages, each one with three levels you can master in two-three sessions. During my second day with it (and mind that a regular gaming session for me is more or less one hour, so you can translate it as “during my second hour with it”) I’ve managed to reach the final stage and the same evening, with a bit more of attention, to the final boss, I happened to defeat. Now, ok, maybe Alex Kidd is not for harcore players, but frankly this game seems designed for three years old kids who are getting in touch with the genre for the first time. Very few “secret zones” and almost zero replayability value due to the lack of “secondary objectives”. A great disappointment.

Nettamente l’aspetto più deludente del gioco. Essendo l’ultimo capitolo della serie, quindi con un po’ di esperienza alle spalle immaginavo che Shinobi’s World fosse, se non un capolavoro, almeno un platform sufficientemente raffinato, dato che la Sega aveva avuto modo di imparare dai capitoli precedenti e migliorare i punti critici. Invece il gioco ha appena 4 stage, ciascuno con tre livelli che si riescono a padroneggiare in due-tre sedute. Al mio secondo giorno di gioco (e notare che una mia sessione di gioco durava al massimo un’oretta, quindi traduci come “alla seconda ora id gioco”) sono riuscito ad arrivare all’ultimo stage e la sera stessa con un minimo di attenzione al boss finale, sconfiggendolo. Ora, ok che la serie di Alex Kidd non sarà adatta agli hardcore del genere, ma questo sembra francamente un gioco pensato per bambini di 3 anni che si avvicinano per la prima volta al genere. Pochissime zone “segrete”, rigiocabilità quasi nulla per l’assenza di obiettivi “secondari”. Grossa delusione.

Final Score 56/100


Year: 1990

Developer: Sega

Publisher: Sega

Genre: Platform

Game Mode: Single Player

Original Platform: Sega Master System

From the same developers/publishers (phew, that’s some hard work!):

  • Head-On (1979) and sequels
  • Zaxxon (1979) and sequels
  • Hang-On (1982) and sequels
  • Fantasy Zone (1986) and sequels
  • OutRun (1986) and sequels
  • Phantasy Star (1987) and sequels
  • Altered Beast (1988) and sequels
  • Golden Axe (1989) and sequels
  • Sonic the Hedgehog (1991) and sequels
  • Streets of Rage (1991) and sequels

Inspired to:

If you liked it you can also try:

  • Wonder Boy (1986) and sequels
  • Adventure Island (1986) and sequels
  • The New Zealand Story (1988) and sequels
  • Psycho Fox (1989)

Other chapters of the saga:

  • Alex Kidd in Miracle World (1986)
  • Alex Kidd The Lost Stars (1986)
  • Alex Kidd BMX Trial (1987)
  • Alex Kidd in High-Tech World (1989)
  • Alex Kidd in Enchanted Castle (1989)

…and…

  • Shinobi (1987)
  • Shadow Dancer (1989)
  • The Revenge of Shinobi (1989)
  • Shadow Dancer: The Secret of Shinobi (1990)
  • The Cyber Shinobi (1990)
  • The Game Gear G. Shinobi (1991)
  • The Game Gear Shinobi II: The Silent Fury (1992)
  • Shinobi III: Return of the Ninja Master (1993)
  • Shinobi Legions (1995)
  • Shinobi (2002)
  • Nightshade (2003)
  • Shinobi 3D (2011)

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