[Review] Mighty Morphin Power Rangers


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First, Never Use Your Powers For Personal Gain.
Second, Never Escalate A Battle Unless Rita Forces You.
And Finally, Keep Your Identity A Secret

Per quelli come me nati a metà degli anni ’80 i Power Rangers sono stati la prima droga psicotropa: semplicemente per noi il mondo alle 4 del pomeriggio si fermava per mezz’ora ed eravamo tutti incollati alla TV a guardare ogni singolo episodio delle prime, memorabili stagioni dei Power Rangers. Era una cosa enorme, un successo che oggi forse è irripetibile, anche per l’attesa spasmodica di vedere l’episodio del giorno dopo, sena possibilità di binge-watching o di sbirciare su internet. Ricordo ancora i momenti epici della comparsa del Green Ranger, durata tipo sei puntate e ricordo ancora quelle che adesso chiamiamo con fare più figo action figures dei personaggi dei ranger blu e nero, anche se il mio preferito era l’indubitabile ranger giallo, Trini, non tanto per il colore che è assolutamente sul gradino più alto del mio personale podio insieme all’arancione, ma perchè lo smilodonte era figo da paura. Il successo gigantesco e planetario dei Power Rangers portò come prevedibile ad una tonnellata di merchandise e prodotti a tema, tra i quali ovviamente i videogames. Quegli anni erano quelli della Bit War, della guerra delle console tra SNES e Mega Drive che vedeva prevalere, almeno tra i miei compagni di classe, la seconda. Io e la mia amica invece eravamo ancora fermi al NES quindi potevamo solo guardare con gli occhi a cuore le puntate del telefilm.

Solo recentissimamente sono finalmente entrato in possesso del gioco per SNES dei Power Rangers e c’è una cosa che mi ha fatto un po’ stranire quando per la prima volta ci ho giocato: il fatto che il secondo stage, dove si possono anche sfasciare le macchine e demolire le panchine è una foto al 99% di come io immaginavo un gioco dei Power Rangers da piccolo. Non avevo mai visto nè una pubblicità nè un giornale in cui si parlasse del gioco dei Power Rangers (che avrei voluto più di ogni altra cosa) e il fatto che era esattamente come lo volevo è una cosa strana a pensarci. Se solo lo avessi avuto probabilmente avrei gridato al miracolo e giocato solo con quello.

Rocking tune

Mighty Morphin Power Rangers è uno dei pochissimi giochi nei quali non cerco di skippare a piè pari l’introduzione per iniziare a giocare. La schermata iniziale è infatti il logo classico dei Power Rangers e in sottofondo si sente la sigla che parte piano per arrivare in crescendo: sia la musica che le parole sono rese alla perfezione e sinceramente non ci si stanca mai di ascoltarla. Dopo le 4-5 volte in cui di prassi ascolto la sigla il gioco finalmente parte.

Ci viene chiesto quale dei Power Rangers vogliamo impersonare e c’è da dire che è stato fatto un buon lavoro per cercare di renderli al meglio. Già la schermata di selezione personaggio trasuda emozione e nostalgia da tutti i pori.

Il gioco in sè è invece abbastanza standard. Io non sono mai stato fan dei picchiaduro a scorrimento che trovo estremamente noiosi, ripetitivi e nient’altro che una gara a schiacciare bottoni a caso per menare la gente, ma faccio un’eccezione in questo caso solamente per i protagonisti: picchiare la gente con i Power Rangers è soddisfacente oltre misura anche se il set di mosse a disposizione è estremamente limitato e non vengono per nulla sfruttate nè le possibilità di un genere ormai maturo che aveva visto negli anni lo sviluppo di tecniche e combo di tutti i tipi, nè le possibilità del controller dello SNES che permetterebbe quanto meno 5 mosse. Siamo invece limitati al pugno o al calcio, in aria o a terra, ma niente di particolare. L’unica mossa speciale che si ha a disposizione premendo il tasto X è una sorta di megadeath che danneggia tutto ciò che è a schermo: un po’ com’era ballare a ritmo in Michael Jackson Moonwalker. Sarà un caso che entrambi hanno una colonna sonora da paura?

La grafica del gioco è colorata e dettagliata al punto giusto anche se lo SNES ha dimostrato che si può spingere ancora un po’ di più per quanto riguarda i dettagli.

Aldilà dell’entusiasmo generato dai personaggi in sè, come già anticipato, il gioco è abbastanza ripetitivo e non molto dinamico; ci sono piccole fasi da platformer ma nulla che possa veramente rivitalizzare il genere. Inoltre è un gioco che persino io ritengo abbastanza facile, quindi non oso immaginare cosa possa essere per qualcuno che è abituato a pane e picchiaduro. L’avventura si compone di 7 differenti stages ognuno dei quali ha un boss finale da sconfiggere.

Nei primi cinque scenari dovremo far fronte alla solita frotta si stupidi che ci vengono addosso e la varietà non è molta: a parte qualche laser e qualche arma che ci spara contro saranno sempre gli stessi nemici, vestiti in colori differenti in base a quanto sono tosti, dai grigi che saltano con un pugno a quelli che invece vi faranno sudare un po’ di più. A partire dal sesto stage entra in scena il Megazord che affronta un pre-boss in in un combattimento stile picchiaduro a incontri: nonostante sia un bestione pesante trecento tonnellate il Megazord salta come un grillo ma quando lo si controlla la sua lentezza fa trasparire la sua pesantezza; in base a quanto picchiamo l’avversario avremo la possibilità di sbloccare di tanto in tanto una mossa speciale che è solitamente una scia di fuoco lanciata all’avversario o una roba che sembra un raggio congelante. Il boss finale è un multiboss e consiste nello stesso personaggio da affrontare prima in formato latta poi in formato dorato; le sue mosse e la sua resistenza non cambiano ma noi dovremo stare attenti a non prendere troppi danni nel primo scontro perchè tutta la battaglia si svolge con un’unica lifebar.

Come già detto il gioco è molto semplice: si hanno due vite e due continue ed è molto probabile che la prima volta che giocate prestando un minimo di attenzione riuscirete ad arrivare alla terza area senza usare continue; ad ogni modo con un paio di giorni di pratica diventerete bravi abbastanza da non perdere più vite e terminare con il Megazord con ancora un po’ di energia. La longevità è quindi bassa, sia per la scarsa rigiocabilità, sia per la difficoltà intrinsecamente bassa, sia per la lunghezza limitata del gioco che esaurisce il suo percorso in 5 scenari non molto lunghi più due ancora più corti (in effetti la settima area è la sola battaglia finale): insomma aldilà del fattore nostalgia e amore per i Power Rangers un gioco tutt’altro che memorabile, ma proprio perchè il soggetto è così amato (da me così come da molti della mia generazione) il voto finale è più alto del previsto. D’altronde un gioco deve essere bello per chi gioca ed evocare ricordi positivi, non c’è bisogno che sia necessariamente perfetto e innovativo.

My heart says…

Splash screen

Graphics

Narrative

Gameplay

Controls

Sound

Longevity

Final score 79/100


Year: 1994

Developer: Natsume

Publisher: Bandai

Genre: Scrollin Beat ’em Up, Platform

Game Mode: Single Player, Two Players

Original Platform: SNES, later ported on Sega CD, Mega Drive/Genesis, Game Boy, Game Gear

From the same developer:

  • Abadox (1989)
  • Power Blade (1990)
  • Dragon Fighter (1990)
  • Shadow of the Ninja (1990)
  • Shatterhand (1991)
  • Wild Guns (1994)
  • Harvest Moon 64 (1999)

From the same developer/publisher:

  • Dragon Ball: Shenlong no Nazo a.k.a. Dragon Power (1986) and sequels
  • Ridge Racer (1993) and sequels
  • Ace Combat (1995) and sequels
  • Time Crisis (1995) and sequels
  • SoulCalibur (1995) and sequels
  • .hack (2002) and sequels
  • Demon’s Souls (2009) and sequels

Inspired to:

  • Double Dragon (1987)
  • Chōjin Sentai Jetman (1991)
  • Kyōryū Sentai Zyuranger (1992)

If you liked it you can also try:

  • Cadillacs and Dinosaurs (1993)
  • X-Men Mutant Apocalypse (1995)
  • Judge Dredd (1995)
  • Gekisō Sentai Carranger: Zenkai! Racer Senshi (1996)

Other chapters of the saga:

  • Mighty Morphin Power Rangers: The Movie (1995)
  • Mighty Morphin Power Rangers – The Fighting Edition (1995)
  • Power Rangers Zeo: Battle Racers (1996)
  • Power Rangers Lightspeed Rescue (2000)
  • Power Rangers Time Force (2001)
  • Power Rangers Wild Force (2002)
  • Power Rangers Ninja Storm (2003)
  • Power Rangers Dino Thunder (2004)
  • Power Rangers S.P.D. (2005)
  • Power Rangers Super Legends (2007)
  • Mighty Morphin Power Rangers Mega Battle (2017)
  • Power Rangers Legacy Wars (2017)
  • Power Rangers Battle for the Grid (2019)

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