[Attack of the PONG Clones] Clones from ’76 – Page 1/4


E’ incredibile come un concetto semplice come quello che sta alla base di PONG sia stato sfruttato in modo così intensivo da una miriade di aziende diverse che si ammassarono sul mercato cercando di ritagliarsi la propria fetta in un contesto affollato come mai si vedrà più nella storia dei video games. La storia della prima generazione di console è quella dei clone di Pong, il gioco che per primo divenne fenomeno di costume e che fu la scintilla dalla quale partì la storia della console demestiche. Con una concorrenza selvaggia, dove le fette di mercato erano sottili come fogli di carta decine e decine di aziende, talvolta senza alcuna esperienza si gettarono a capofitto nel mercato delle console facendo largamente uso dei chip più moderni in grado di implementare Pong e sue varianti con una spesa contenuta. Nell’arco di pochissimi anni, grosso modo dal 1975, anno di commercializzazione dell’Atari Pong (versione domestica del gioco arcade del 1972) alla fine degli anni ’70 quando con il Fairchild prima e con l’Atari poi il mercato intraprese la direzione delle console a cartucce (la seconda generazione di console) qualcosa come diverse centinaia (se non più di un migliaio) di cloni di questa console vennero messi in commercio, principalmente negli Stati Uniti e Canada e in misura minore in Europa (soprattutto nel Regno Unito e in Germania), ognuno in differenti modelli. La cosa che oggi è incomprensibile è come tutte queste console permettessero di giocare ad un solo gioco, Pong (e sue varianti che erano comunque fantasiose rielaborazioni del medesimo concetto di base), ma il mercato era così assetato di video games, la nuova frontiera dell’intrattenimento, che molte, troppe, aziende videro questo mercato come una seria opportunità. La prima generazione di console venne spazzata via da un lato dalle nuove console a cartucce che le resero rapidamente obsolete, dall’altro lato dal primo crash dell’industria, di certo meno famoso di quello del 1983 ma con caratteristiche comuni: troppi modelli sul mercato, prodotti di bassa qualità buttati in vendita cercando di cavalcare l’onda e impossibilità da parte della General Instruments di far fronte ad una tale richiesta di chip che tagliarono fuori molte piccole aziende. La tenpesta perfetta, quella che viene chiamata il Crash del 1977. Nonostante ciò alcune aziende tentarono ancora la fortuna e ci sono addirittura dei pong clones messi in vendita nei primi anni ’80 quando le console di seconda generazione stavano definitivamente spadroneggiando.

[Attack of the PONG Clones] è una rubrica in 4 parti e le successive saranno online ad ogni cambio di stagione (21 Giugno, 23 Settembre e 21 Dicembre 2021) e verranno prese in considerazione le console che quest anno compiranno 45 anni di vita, essendo state rilasciate nel 1976. Al momento la lista comprende 99 console e un numero a tre cifre di modelli, ma il loro reale numero è decisamente superiore dato che di molte probabilmente si è persa traccia nel tempo.

Allied Name of the Game & Name of the Game II

Le console rilasciate dalla Allied nel 1976, nonostante fossero immerse in un mercato estremamente denso e competitivo furono, a loro modo, abbastanza di successo. Sebbene l’azienda abbia dovuto affrontare alcuni problemi relativi all’autorizzazione alla commercializzazione da parte della FCC, la console era disponibile sugli scaffali nel Dicembre 1976, due mesi dopo la data che la Allied aveva ipotizzato per il lancio per poter sfruttare il volano delle festività natalizie.

Il più grande problema che si dovette affrontare fu l’evasione dei preordini che avevano raggiunto il ragguardevole valore di 3 milioni di dollari (approssimativamente 60mila console): i ritardi dovuti alle autorizzazioni mancanti mandarono in fumo quasi tutti i ricavi programmati, ma nonostante tutto la Allied riuscì a produrre circa 17mila console (sulle 25mila originalmente programmate) e venderle quasi tutte per un incasso complessivo di 670mila dollari; le esigue rimanenze (caso più unico che raro nel mercato del tempo) vennero smaltite piazzando le console al prezzo scontato di 15$.

Le due console che la Allied mise in commercio, la Name of the Game I e la Name of the Game II venivano vendute per 67$ e 45$ rispettivamente. Il secondo modello, pur essendo sostanzialmente identico al primo per quanto riguarda i giochi disponibili aveva un design più compatto (venne tolto l’ingombrante box porta-controller e porta-cavi) e faceva uso di un chip a rivestimento plastico; inoltre era un sistema a due soli giocatori e ciò permise di ridurre sostanzialmente il prezzo; il primo modello infatti, era basato sullo stesso chip della Mostek ma a rivestimento ceramico (il  MCS-7600-001) ed era molto più “ingombrante” per la presenza di 4 paddle invece di due.

La console presentava uno switchbox integrato che fungeva sia da antenna che da alimentatore ed era quindi possibile connettere direttamente la console alla TV tramite un cavo di antenna; il rovescio della medaglia era rappresentato ovviamente dalla necessità di tenere la console vicino alla TV, dato che non era presente un cavo di alimentazione separato. I giochi disponibili sono otto: Practice, Handball, Target I, Target II, 2-Player Hockey, 4-Player Hockey, Single Tennis, e Doubles Tennis, ovvero 4 giochi, ciascuno in modalità single player o two player; come si nota l’unico gioco che supporta una modalità a 4 giocatori è 4-Player Hockey. Come è lecito aspettarsi, con la console era disponibile anche la light gun, nera, molto spartana per giocare al gioco Target

Dato che gli esemplari commercializzati furono pochi, ad oggi il sistema è abbastanza raro, con il Name of the Game II più raro del predecessore.

APF TV Fun Mod. 401 & 402

La APF entrò nel mercato dei Pong clones nell’Aprile del 1976 con la prima console di una lunga serie, il Modello 401. Fu uno dei primi sistemi ad utilizzare il cosiddetto Pong-on-a-chip, ovvero l’AY-3-8500 della General Instruments. Come molte altre aziende del periodo, la APF produceva inizialmente calcolatrici ed entrò nel mercato delle console dopo il successo ottenuto dal gioco Pong. Nel 1976 vennero distribuiti due differenti modelli, il 401 e il 402 e il loro prezzo di listino era di 90$.

Il 401 aveva il design classico a “disco volante” e le finitire woodgrain, presentava due controller integrati nella console, i pulsanti di accensione e di start, una rotella per selezionare i giochi e degli switch che permettevano di scegliere il livello di difficoltà (amatore o professionista) così come l’angolazione della racchetta, la sua dimensione e la velocità della palla; aveva un sistema di punteggio a schermo che arrivava fino a 15 e uno speaker built-in per il suono. Come altre console della serie fu data in licenza a Sears che la commercializzò come Telegames Hockey-Jokari.

Il modello 402 aveva invece 5 giochi (Handball, Tennis, Hockey, Target Shoot e Skeet Shoot) dei quali due disponibili in modalità single e two players (Hockey e Handball) e uno in modalità 2 players e 4 players (Hockey); era inoltre disponibile una light gun per giocare a Skeet Shoot, ma venne abbandonata la possibilità di settare dimensione e angolo della racchetta e velocità della palla; il punteggio è sempre visualizzabile a schermo fino a 21 ma soprattutto la grafica è a colori.

Ad oggi i modelli del TV Fun sono praticamente irreperibili in Europa ma sono facilmente acquistabili negli USA per cifre inferiori ai 50$.

Atari PONG

Nonostante la prima pong-console sia in realtà del 1975, è solo nel 1976 che Atari produrrà con il proprio marchio il padre di tutti i pong-clones, ovvero il celeberrimo Atari PONG (modello C-100). Le modifiche rispetto al Sears Tele-Games sono minime e riguardano soprattutto i colori (bianca e nera quella di Sears e marrone-nera quella di Atari); il prezzo di listino era di 55$.

Atari Super PONG

E’ la prima iterazione dell’originale Pong (modello C-140) e include 4 giochi tutti basati sulla stessa tecnologia: Catch, Solitaire, Pong, Super Pong. Catch è una sorta di reverse-pong dato che controlliamo un’apertura nel muro e dobbiamo catturare la pallina, Solitaire è uno squash per un giocatore, mentre Super Pong è un Pong in cui un giocatore controlla due paddles. Il suono, come spesso accade, è prodotto dalla console stessa e i giochi sono per la prima volta a colori. La CPU che governa la console è l’Atari chipset C010073-01 (pong-on-a-chip) e poteva tenere traccia del punteggio a video, un’innovazione per i tempi. Le migliorie apportate ebbero effetto sul prezzo che schizzò a 79,95$, più 9,95$ per l’alimentatore

Atari Super PONG Ten

Binatone Colour TV Game Mk6 01-4761

Binatone TV Gaming Unit

Binatone TV Master Mk IV 01/4974

Binatone TV-Tron (01-4982)

BMC Video Game TVG-5000

Canadian Tire Corp. Video Sport

Coleco Telstar

Coleco Telstar Classic

E&P Electronic LTD. TV Game EP 460

E&P Electronic LTD. TV Game EP 500

EA TV-Ping-Pong

Electronic Game Machine EGM-5050

Entex Tele-Pong

Executive Games Face Off

Federal 7620

First Dimension Tele Sport

FKF TV Games Model 100 TV Spiel

Gameroom Tele-pong

GHP Wonder Wizard

Golorytone Video Olympiad

A great thanks to my main sources, Pong Story, AtariAge, Arcade History, VG Sales (mainly for sales figures), all of the contributors from youtube and to Computer History Museum as well.

Un grande ringraziamento alle mie fonti principali, Pong Story, AtariAge, Arcade History, VG Sales (soprattutto per i dati di vendita) e tutti i contributors di youtube, così come al Computer History Museum.

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