[Review] Super Mario Bros.: The Lost Levels


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Dopo aver giocato la trilogia originale di Mario su NES quando ero ancora un bambino non ho potuto fare a meno di chiedermi cosa cavolo centrasse il secondo gioco con il resto di Super Mario. Solo anni dopo ho scoperto che Super Mario 2 non sarebbe dovuto essere il seguito di Super Mario Bros. (e di fatti non lo è mai stato), ma solo un modo per dare ai giocatori che morivano per avere un altro Mario da giocare un altro titolo. Il problema è che in Giappone esisteva già un seguito di Mario, ovvero quello che sarebbe divenuto noto come The Lost Levels e alla Nintendo non erano convinti che il gioco fosse adatto agli Occidentali per una conversione immediata, sia per la maggiore difficoltà e soprattutto perchè non volevano saturare il mercato con due giochi di Mario visivamente identici a poca distanza l’uno dall’altro: il primo Mario è infatti del 1985, mentre The Lost Levels uscì in Giappone per il Famicom Disk System nel 1986, peraltro riscuotendo uno scarso successo.

The Lost Levels giunse in Europa solo nella compilation per SNES Super Mario All-Stars, ma per giocarlo nella sua versione originale, a meno di non possedere un FDS, si è dovuto aspettare il port su Wii nel 2007 via Vitrual Console.

Nonostante i difetti, penso che gli amanti del primo Super Mario Bros. non possano far altro che apprezzare questo gioco: fornisce una sfida più coinvolgente lasciando completamente intatte le meccaniche di gioco, aggiunge alcune “trappole” che aumentano la lunghezza del gioco e in definitiva lo rendono per alcuni versi superiore al primo capitolo.

Quando in Giappone hanno pensato che questo gioco fosse troppo difficile per l’Occidente forse avevano ragione, perlomeno nel 1986 quando i giochi ad 8-bit dovevano ancora entrare prepotentemente nella nostra cultura, ma guardando in retrospettiva si può dire che The Lost Levels è sì, difficile, ma solo se comparato a SMB1. Il primo gioco di Mario è stato talmente stragiocato che moltissimi giocatori possono definirsi quasi degli speedrunners; la possibilità di accedere a warp zones facilmente ha ridotto drasticamente il tempo di gioco e quindi un pochino più di “challenge” come quella offerta da The Lost Levels è bene accetta.

Sono essenzialmente x le innovazioni nel gameplay che rendono il gioco un filo più complicato del suo predecessore: la presenza di power-up dannosi (o power-down), di tubi che portano a finte-warp zones che riportano il giocatore a mondi precedenti e il vento che soffia forte in alcuni livelli rendendo il controllo di Mario più difficoltoso (proprio come accade in Ninja Gaiden II e III). Per il resto i nemici sono sempre gli stessi: Goomba, Koopa Troopa, piante carnivore ecc…fino all’immancabile Bowser alla fine di ogni mondo.

La struttura di mondi è livelli è rimasta inalterata con 8 mondi costituiti da 3 livelli ciascuno più un castello; l’unica differenza è la presenza di castelli più labirintici nei quali è facile perdersi ed esaurie il tempo cercando la strada giusta da percorrere. Sempre uguali anche le musiche che sono copiate pari pari dal primo gioco.

My heart says…

Splash screen

Graphics

Narrative

Gameplay

Controls

Sound

Longevity

Final score /100


Year: 1986

Developer: Nintendo

Publisher: Nintendo

Genre: Platform

Game Mode: Single Player, Two Players

Original Platform: Famicom Disk System

From the same developer/publisher:

  • Donkey Kong (1981) and sequels
  • Punch Out! (1984) and sequels
  • Super Mario Bros. (1985) and sequels
  • The Legend of Zelda (1986) and sequels
  • Metroid (1986) and sequels
  • Earthbound (1989) and sequels
  • Fire Emblem (1990) and sequels
  • F-Zero (1990) and sequels
  • Kirby’s Dream Land (1992) and sequels
  • Pokemon (1996) and sequels
  • Super Smash Bros. (1999) and sequels
  • Animal Crossing (2001) and sequels

Inspired to:

  • Itself

If you liked it you can also try:

  • All of the platformers!

Other chapters of the saga:

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