[RetroComputers] Sinclair ZX81 is 40 years old!


Ed eccoci ancora con un altro anniversario di peso, dal momento che 40 anni fa fu rilasciato per la prima volta lo ZX81, punto cardine della storia degli home computer economici che, nonostante non fosse certo una macchina da favola per programmare in BASIC è stato di sicuro un passaggio importante per molti dei futuri “bedroom coders” e step intermedio che porterà alla nascita del computer di maggior successo della Sinclair, lo ZX Spectrum.

The story in a nutshell

Quando la Sinclair si inserì nel mercato degli home computers di fascia economica nel 1980 con il lancio dello ZX80 che divenne il primo computer a “rompere” la barriera psicologica dee 100£ di costo, nessuno si immaginava il successo che ne sarebbe derivato. Sebbene i numeri parlino di 100mila esemplari venduti, in un mercato come quello inglese del 1980 queste cifre erano tutt’altro che trascurabili e portarono la Sinclair a partorire l’idea di un aggiornamento del computer. Nel 1981 venne quindi presentato lo ZX81 ad un prezzo a dir poco allucinante: 69,95£ già assemblato e 49,95£ in kit.

The heart

Come per lo ZX80 il processore è della NEC ed è un clone dello Z80 della Zilog clockato a 3,5 MHz con 8K di ROM. L’espansione della memoria consentì di implementare una versione rivisitata del Sinclair BASIC che supportava anche le operazioni in virgola mobile e dato che la ROM fu adattata da quella dello ZX80, la Sinclair fornì per esso un kit di adattamento e una nuova tastiera, per far sì che coloro che avevano già in casa uno ZX80 potessero sfruttare le potenzialità del nuovo computer senza doverne comprare uno. Anche lo ZX81 fu assemblato seguendo il principio dell’economicità e questo si riflettè su diversi fattori, come ad esempio le difficoltà di lettura dal registratore che doveva necessariamente essere effettuata ad alto volume, pena il mancato caricamento dei programmi.

La RAM era di 1K soltanto e non esistevano modalità grafiche ma solo testuali con una risoluzione di 32 colonne per 24 righe, tuttavia la Sinclair mise in commercio espansioni fino a 16K, mentre terze parti rilasciarono banchi di memoria fino a 64K che generavano tuttavia problemi di surriscaldamento.

Una curiosità sulla ROM dello ZX81 è data dal bug che veniva a galla quando si calcolava la radice quadrata di 0,25 che forniva un valore completamente errato.

The hands

Nonostante la tastiera dello ZX81 è nota per essere orribile, perlomeno si nota un minimo miglioramento rispetto allo ZX80. Come per il predecessore i tasti sono multifunzione ed oltre le classiche lettere sostituiscono i principali comandi del BASIC in modo da non dover digitare intere stringhe di codice.

The games

La totale assenza di modalità grafiche rese quasi impossibile lo sviluppo di qualsiasi gioco, ma alcuni titoli divennero comunque famosi e alcuni bedroom coders cercarono di spremere ogni singolo bit dalla macchina raggiungendo risultati di rilievo considerato l’hardware a disposizione. Di sicuro il gioco più famoso per lo ZX81 è 3D Monster Maze, interamente programmato in modalità testuale che può essere considerato uno dei precursori dei giochi in 3D. Come si può intuire si tratta di un gioco in cui bisogna uscire dal un labirinto prima di essere raggiunti e divorati da un dinosauro.

Tra gli altri giochi da ricordare, un ambizioso port di Galaxian, chiamato con poca fantasia Galaxians, il gioco di scacchi 1K ZX Chess e addirittura un simulatore di volo, Flight Simulator. Da notare anche il port del 1984 di Manic Miner che, sebbene molto crudo e in bianco e nero è estremamente scorrevole e avrebbe potuto fare la fortuna del computer.

The legacy

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