[Review] Terminator 2: Judgement Day


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Hasta la vista, baby

Sappiamo tutti cosa succede se negli anni ’80 o ’90 un film viene convertito in videogioco per console a 8-bit: ci sono buone probabilità che il tutto finisca nelle mani della LJN. E tutti sappiamo cosa significa tutto questo: giochi fatti con i piedi, con controlli impossibili e soprassedere sul gameplay.

Se il primo Terminator era passato totalmente inosservato al mondo dei videogames, il secondo capitolo del 1991, complice anche uno dei più grandi plot twist dei film di azione, con il cattivo che diventa buono e un successo planetario che fa di Judgement Day uno dei migliori sequel di sempre, non tardò ad arrivare sulle console di ultima generazione e non solo: la prima versione di T2 è quella per Game Boy del 1991, cui seguono quelle per gli home computers (Amiga, Atari ST, Amstrad CPC, C64 e Spectrum) e poi quella per console (NES, SNES e Master System).

Nonostante tutto sfido la mia pazienza e le statistiche che sono tutte contro questo gioco e sbatto nel NES Terminator 2: Judgement Day ovviamente ispirato al secondo film della saga di Terminator. I titoli di testa potrebbero anche non essere così malvagi e le rendition a 8-bit delle immagini del film non sono male, considerando che siamo su una console rilasciata nel 1983.

Il problema viene dopo: T2 è un button-masher come non ce n’è. Zero strategia, zero varietà, solo spaccare le nocche contro un infinito stuolo di cattivoni, alcuni più stupidi (i capelloni con la mazza che si fanno menare senza dire bau) e i tipi usciti da Grease che corrono e ti attaccano un po’ da tutte le parti. Zero armi. Solo la potenza delle nocche.

Per aggiungere benzina sul fuoco, il gioco oltre ad essere ripetitivo è parecchio difficile e non ti da neanche un po’ di soddisfazione quando riesci a completare uno stage o un livello. Se nel primo schermo (che giocherete qualche milione di volte) dopo un po’ si prende la misura ai “cattivoni” e si riesce ad uscire con un clean sheet (o quasi), le cose si complicano terribilmente dopo. L’unico punto a favore di Arnold è che corre come il vento, altro che Forrest Gump e la cosa è estremamente gradita per menare ben benino i tipi in canotta bianca che hanno l’odiosa abitudine di attaccare a frotte di tre-quattro, sia da destra che da sinistra. E se si prova a farne fuori due contemporaneamente, tranquilli che qualche sganassone vi arriva. Il trucco è cercare di “separarli” e menarne uno alla volta come i film di Bud Spencer e Terence Hill insegnano: se ne arrivano troppo fatevi una corsetta dalla parte opposta dello schermo, aspettate che vi raggiungano, date un paio di pugni e appena ne arrivano altri ripetete il tutto. 4 o 5 colpi e li potete far fuori. Attenzione alla moto, che dovrete obbligatoriamente saltare, dato che se provate a menarla ovviamente verrete investiti.

Fin qui tutto bene, ma la shitstorm arriva subito dopo quando appare il primo boss. Che ogni pugno che vi tira vi toglie un bel po’ si salute e se non siete lesti a scappare vi saccagna di botte, calci e pugni e vi termina. Anche qui il trucco è correre: fatelo venire verso di voi, scappate dietro di lui, due pugni al volo e poi si scappa di nuovo appena si gira o in alternativa pugni alti e pugni bassi sfruttando la sua lentezza: pungi come un’ape, vola come una farfalla.

Tutto bene, se non fosse che la hit detection è atroce e prima di prenderlo (ve ne accorgete perchè l’energumeno sente il “rinculo” dei vostri pugni quando centrate il bersaglio) passerà parecchio tempo, visto anche che la sua lifebar è più grossa della vostra: non la vediamo, ma sappiamo che la è.

Tenete presente che questi due schermi appena descritti sono quelli che vedrete nel 95% delle volte che giocherete, dato che di andare avanti non se ne parla: 3 continue e poi è game over. Carino l’effetto della “morte” con lo schermo che flippa e appare scritto “terminated”: i meno sgamati potrebbero pensare che la TV è morta e potrebbero picchiarla alla vecchia maniera, ma tranquilli, è solo il gioco.

Sui controlli non c’è molto da dire, se non che Schwarzy è abbastanza statico in ciò che può fare: corre e mena. Farlo contemporaneamente? Scordatevelo. Un bel calcio o pugno in aria? Manco per il cavolo. Il che rende il tutto meno bello di sicuro, anche se, come recita il film, non è che Terminator saltella qua e là come Chuck Norris per far fuori gli avversari.

Niente di buono neanche dal reparto musiche; il loop di sottofondo del livello diventa presto snervante e pregherete affinchè smetta. O affinchè qualcuno non vi termini, cosa che succede di sicuro molto prima e più di frequente.

Una rapida occhiata anche ai livelli dopo il primo, che riuscirete a raggiungere con la stessa frequenza del passaggio della cometa di Halley: il secondo è uno stage isometrico di guida (che non è presente nella versione per Game Boy) in cui Schwarzy, una volta recuperata (se dio vuole) un’arma e una moto deve scappare da un cazzo di cingolato cercando di evitare macchine scassate, pozze d’olio e muri vari per recuperare John Connor. In questo il film cerca di seguire passo passo le vicende del film e riesce a farlo in modo dignitoso. Il problema come al solito è riuscire a fare tutto: sparare alla roba davanti, centrare i buchi e contemporaneamente sparare al bestione dietro cercando di non farsi spiaccicare. Più facile a dirsi che a farsi.

Una volta recuperato John Connor il gioco si trasforma in un’infinito percorso di ricerca, prima di Sarah Connor al manicomio, poi dei barili di esplosivo per far saltare in aria il quartier generale della Cyberdyne, poi la fuga nell’acciaieria per distruggere il T-1000. Da questi livelli si nota come l’aggiunta dello stage isometrico appaia come una cosa un po’ posticcia appiccicata con lo sputo (ed infatti è l’unica non presente su Game Boy). Non potremo neanche divertirci troppo a far saltare in aria la gente, dal momento che, come nel film, John Connor prega Terminator di non ammazzare tutto quello che vede: avremo quindi bonus se non ammazziamo nessuno e penalità se ci facciamo prendere la mano. Il che salverà un bel po’ di proiettili da tenere soltanto quando appare il T-1000, anche se, porca pupazza, una volta che abbiamo il ferro in mano non possiamo neanche sparare a nessuno dato che abbiamo promesso a Furlong di non farlo. Pessima promessa.

Il T-800 fortunatamente è quasi sempre più veloce di tutti, tranne alla fine dello stage nel manicomio in cui il T-1000 inizia a correre come se avesse il fuoco al culo. L’apoteosi della noia si ha quando si capisce che il T-800 si è trasformato in un fattorino: dovete recuperare 10 barili di esplosivo ma ne potete portare solo 3 alla volta, il che significa 4 viaggi fino all’ultimo piano per depositarli. Stesso discorso quando li dovremo posizionare, il che ci costringerà a fare avanti e indietro un sacco di volte e con il timer che fa tic-toc. Far esplodere tutto nei tempi giusti nello stage successivo è da panico e molto probabilmente alla prima volta vi capiterà di saltare in aria con tutto il resto, ma una volta persa una vita, il gioco riprende dal numero di barili che avevate piazzato, risparmiandovi un ulteriore attacco di cuore. Ma soprattutto, l’utilità di depositare 10 barili in un posto e subito dopo spostarli in altri posti???

Alla fine del gioco (se ci arrivate in tempi umani meritate tutti i miei migliori complimenti) durante la fuga nell’acciaieria dovrete avere la vostra arma pompata al 200% in modo che spari dei bei pilloloni quando vi arriva davanti il T-1000 che dopo qualche colpo finirà deformato e momentaneamente inerme. Sarà solo quando raggiungerete il piano più alto che avverrà il confronto finale, quando dovrete cercare di spingere il T-1000 nella colata di acciaio fuso e lo potrete fare…saltellando sopra di lui come in Super Mario. Avete capito bene il tutto si risolve in una farsesca lotta il cui Schwarzy rimbalza sulla testa dell’avversario fino a farlo cadere nel pentolone.

Segue la classica cutscene ripresa fedelmente dal film, con le stesse parole e la toccante scena del T-800 che si fa calare nell’acciaio fuso. Due cose qui mi hanno fatto parecchio incazzare: la prima è la colonna sonora che sembra messa a caso e non è mai “in sincro” con le scene; in un momento del genere servirebbe una musica deprimente, voglio dire, ci stiamo facendo ammazzare e invece no, si continua con la musichetta irritante di sempre. Secondo: nella scena del T-800 che cola a picco perchè, PERCHE’ non è stato incluso il momento in cui si vede solamente il pollice su? E’ una scena epica, famosissima e meritava di essere inserita e invece no, arrivato a metà del corpo nell’acciaio il T-800 termina mandando le schermo a formicaio. Nervosismo a pallettoni, specie dopo una maratona di difficoltà e nervi che ci ha portato fin qui.

T2 non è di certo il peggior gioco per NES e nemmeno il peggior adattamento di un film (provate Terminator su NES basato sul primo film, ma sappiate che vi pentirete di averlo fatto), ma la rigiocabilità basa, i controlli a volte un po’ laschi, il gameplay ripetitivo in cui si passa dal button-mash ad un’interminabile su e giù da scale e ascensori che par di essere nel primissimo Duke Nukem, rendono il gioco non molto appetibile se non per i completisti NES e i malati di Terminator. Quello che si salva però (a parte i già citati scivoloni nel finale) è il senso di attaccamento al film che si prova nei cari stage: ho giocato T2 negli stessi giorni in cui mi sono sparato una maratona Terminator di 6 film in 2 giorni giusto per entrare nel mood e devo dire che la cosa ha pagato, rendendo il gioco in un certo senso più piacevole nonostante la difficoltà e gli evidenti limiti.

My heart says…

Splash screen

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Graphics

Narrative

Gameplay

Controls

Sound

Longevity

Final score 62/100

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Year: 1992

Developer: Software Creation

Publisher: LJN

Genre: Action,Platform

Game Mode: Single Player

Original Platform: NES

From same developer:

  • Indiana Jones and the Last Crusade (1991, NES)
  • Tom & Jerry (1991)
  • Spider-Man / X-Men: Arcade’s Revenge (1992)
  • Plok (1993)
  • Venom • Spider-Man: Separation Anxiety (1995)
  • Cutthroad Island (1995)

From same publisher:

  • Jaws (1987)
  • The Karate Kid (1987)
  • Friday the 13th (1989)
  • Back to the Future (1989)
  • The Uncanny X-Men (1989)
  • A Nightmare on Elm Street (1990)
  • Wolverine (1991)
  • Beetlejuice (1991)
  • Bill & Ted’s Excellent Video Game Adventure (1991)
  • Alien 3 (1993)

Inspired to:

  • RoboCop (1989)
  • Total Recall (1990)
  • Commander Keen (1990)

If you liked it you can also try:

Other chapters of the saga:

  • The Terminator (1991)
  • The Terminator: 2029 (1992)
  • RoboCop vs. The Terminator (1993)
  • The Termnator: Rampage (1993)
  • The Terminator: Future Shock (1995)
  • Skynet (1996)
  • Terminator 3: Rise of the Machines (2003)
  • Terminator: Salvation (2009)
  • Terminator: Resistance (2019)

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