[RetroConsole] Game & Watch turns 40!


Buongiorno a tutti,

Giocare su un dispositivo mobile oggi è qualcosa che diamo per assodato, sia esso il nostro smartphone o una PSP o una Switch, ma quarant’anni fa era qualcosa di rivoluzionario. Dopo il “battesimo” del gioco portatile con il Microvision della Mattel, Nintendo ci andò giù pesante e l’anno successivo uscì con il suo primo Game & Watch, rilasciato esattamente oggi, il 28 Aprile 1980.


Gaming on mobile today is something we take for granted, being it on our smartphone or on a PSP or on a Switch, but forty years ago was a revolutionary idea. Soon after Mattel with its Microvision “christened” the concept of handheld game, Nintendo earned the lion share and exactly today, April 28th in 1980 released it first Game & Watch.

The story in a nutshell

The legend says that in 1979 Gunpei Yokoi traveling on a bullet train saw a man busy with his LCD calculator and thought that he could have made an entertaining device out of it. When he submitted the idea to Nintendo in a short time a prototype was prepared and the year after the first product was on shelves. It was more than a simple portalble video game and it also had an alarm clock function (hence the name Game & Watch) and in a short time became the first big success for the Big N.


La leggenda narra che nel 1979 Gunpei Yokoi viaggiando su un treno super veloce vide un uomo intento ad armeggiare sui tasti della sua calcolatrice a schermo LCD e pensò che non sarebbe stata una cattiva idea elaborare un device simile per l’intrattenimento. Quando propose la sua idea alla Nintendo in breve tempo venne creato un prototipo e l’anno successivo iniziò la commercializzazione del prodotto che oltre ad essere un videogioco portatile aveva funzioni di orologio e sveglia (donde il nome di Game & Watch) e che diventò in breve tempo il primo grande successo per la Grande N.

The heart

Inside every Game & Watch there’s a 4-bit CPU of the Sharp SM5xx family, with a little RAM, ROM and a monochrome LCD screen.

All’interno di ogni Game & Watch “batte” una CPU a 4-bit della famiglia Sharp SM5xx, con una piccola RAM, ROM e uno schermo LCD monocromatico.

The hands

Although the first Game & Watch only had a couple of buttons to move and to perform actions, in 1982, always from an idea of Gunpei Yokoi, with the game Donkey Kong the first D-pad was born, an idea that will become popular on the NES and that represents still today the archetype of the digital D-pad. So, the Game & Watch was the “first” in many, many things…

Sebbene i primi Game & Watch avessero uno o due pulsanti per il movimento e per l’azione, nel 1982, sempre per idea di Gunpei Yokoi, con il gioco Donkey Kong nacque ufficialmente in D-pad che diventerà popolare con il NES e che rappresenta ancora oggi l’archetipo del pad direzionale digitale. Insomma, il Game & Watch è stato il “primo” in un bel po’ di cose…

The eyes

The LCD screen was the most practical solution back in the day. Although the LED technology already existed, it was way too pricey and needed more space, more or less the same of a CRT, something that could have hampered the “portability” of the Game & Watch. The easy LCD technology instead, athough quite rudimental, could give to the gamer in 1980 the entertainment he needed. The images were already printed on screen and they were lit intermittently to give the illusion of the movement.

Lo schermo LCD era la soluzione più pratica ai tempi. Sebbene la tecnologia LED esistesse già, era più costosa e necessitava di spazio, all’incirca di quello richiesto per un piccolo tubo catodico, cosa che avrebbe reso il Game & Watch poco portatile. La semplicissima tecnologia LCD invece, nonostante fosse abbastanza rudimentale, poteva garantire all’utente medio del 1980 l’intrattenimento del quale aveva bisogno. Le immagini era “prestampate” sullo schermo e si illuminavano ad intermittenza per dare l’illusione del movimento.

The games

Game & Watch universe is extremely vast and covers a whole decade of history of video games. We can start from the different formats: Nintendo not only came out with a single design but with different decised: there were clamshell G&W, deviced you could open like a book and those more like a calculator. Here is a list of the different formats available:

  • Silver (1980)
  • Gold (1981)
  • Widescreen (1981–1982)
  • Multiscreen (1982–1989) the ancestors of the modern DS
  • Tabletop (1983) the forefathers of the mini-arcade
  • Panorama (1983–1984)
  • New Widescreen (1982–1991)
  • Super Color (1984)
  • Micro Vs. System (1984) the first two-player games with two mini-controllers
  • Crystal Screen (1986)

As of today there are 63 different Game & Watch about 51 different games (some of them have been released in 2 or 3 different versions); many of them went on to become fully fledged games on the NES like Donkey Kong, Popeye, Zelda, Mario Bros. and Balloon Fight.

The sales figures are difficult to track down but the more successful games went on to sell more than a million copies; these games are Vermin/The Extermnator (Silver), Manhole (Gold), Helmet (Gold), Chef (Widescreen), Turtle Bridge (Widescreen), Fire Attack (Widescreen), Safebuster (Vertical Multiscreen), Lifeboat (Horizontal Multiscreen) and Mario’s Cement Factory (New Widescreen).

L’universo Game & Watch è estremamente vasto e copre una intera decade di storia dei videogames. Iniziamo quindi dai diversi formati: Nintendo non uscì con un solo tipo di device ma con diversi stili: c’erano i G&W a conchiglia, quelli che si aprivano a libro e quelli più “a calcolatrice”. Di seguito una lista dei diversi formati disponibili:

  • Silver (1980)
  • Gold (1981)
  • Widescreen (1981–1982)
  • Multiscreen (1982–1989) ovvero i nonni del DS
  • Tabletop (1983) cioè i progenitori dei mini-arcade
  • Panorama (1983–1984)
  • New Widescreen (1982–1991)
  • Super Color (1984)
  • Micro Vs. System (1984) i primi a due giocatori con mini controller
  • Crystal Screen (1986)

Ad oggi si contano 63 differenti Game & Watch riferiti a 51 giochi differenti (alcuni vennero rilasciati in 2 o 3 versioni diverse); molti di essi diventarono giochi “completi” sul NES, come Donkey Kong, Popeye, Zelda, Mario Bros. e Balloon Fight.

Le vendite sono difficili da stimare oggi ma i giochi più di successo riuscirono a vendere oltre un milione di copie: questi giochi sono Vermin/The Exterminator (Silver), Manhole (Gold), Helmet (Gold), Chef (widescreen), Turtle Bridge (Widescreen), Fire Attyack (Widescreen), Safebuster (Vertical Multiscreen), Lifeboat (Horizontal Multiscreen) e Mario’s Cement Factory (New Widescreen).

The legacy

Even today, thinking about the sheer amount of Game & Watch sold is still astonishing. During a time when the handheld systems were just born and had rudimental graphics and also considering that the video games market was still in its embryonic form (the only TRULY successful console back then was the Atari 2600 released three years before) the 43+ millions of Game & Watch sold are an impressive number, only surpassed by the sales figures of the NES more than a decade later. Of course the Game & Watch was cheap and was a game-clock hybrid so it became very popular but the figures are impressive anyway. The last Game & Watch were produced in 1992 so at the beginning of the 90s they were still easy to find in shops (in fact my Mario’s Cement is from the early 90s), just in time to pass the torch to the other great Nintendo success, the Game Boy (more than 100 millions of units sold).

The standalone game format launched by the Game & Watch became popular in the 90s for all of the developers who wanted to sell simple games but with an appeal that today seems incomprehensibl: the easiest example is that of the Tiger handhelds that were recently put on sale in a slightly modernized version and that back in the day everyone owned.

Nintendo pushed hard on handhelds and after the Game Boy released the DS line (again more than 100 millions of units sold) and then the Wii U and the Switch. It’s already clear that Nintendo has always been the King of portable devices and everyone who tried to take a slice of the cake eventually failed: Sega with the Game Gear and the Nomad only got the crumbles while Atari with Lynx got the leftovers of the crumbles; only Somy with the PSP went on to sell a decent amount of consoles.

Anche oggi, pensare all’enorme quantità di Game & Watch venduti desta ancora stupore. In un periodo in cui i portatili erano appena nati e avevano una grafica più che rudimentale e considerando anche che il mercato dei videogames in generale era ancora nella sua fase embrionale (l’unica console DAVVERO di successo era l’Atari 2600 rilasciata tre anni prima) gli oltre 43 milioni di Game & Watch venduti sono un numero impressionante che verrà superato solo dal NES più di dieci anni più tardi. Certo, l’economicità e la praticità di un gioco-calcolatrice-sveglia rese il dispositivo fruibile a tutti, ma i numeri sono comunque impressionanti. Gli ultimi Game & Watch furono prodotti nel 1992 quindi agli inizi degli anni ’90 era ancora relativamente semplice trovarli nei negozi (non a caso il mio Mario Cement è dei primi anni 90) in tempo per fare da “staffetta” all’altro grande successo della Nintendo, il Game Boy (oltre 100 milioni di unità vendute).

Il formato di gioco standalone lanciato dal Game & Watch divenne celebre negli anni ’90 per tutti quei produttori che cercavano di piazzare giochi semplici ma con un appeal che oggi pare incomprensibile: l’esempio più lampante è quello dei Tiger Electronics che sono di recente stati riproposti in una versione leggermente modernizzata e che ai miei tempi chiunque possedeva.

La catena di portatili Nintendo andrà avanti con il DS (anche qui oltre 100 milioni di unità vendute) fino ad arrivare ai giorni nostri con la Wii U e sopratutto la Switch. Già dai nomi si capisce bene come Nintendo sia sempre stata la regina incontrastata dei dispositivi portatili e tutti coloro che hanno provato ad insidiare la sua leadership sono finiti male: ci provò la Sega con il Game Gear e il Nomad, raccimolando solo le briciole, l’Atari con il Lynx che raccattò neanche le briciole delle briciole e la Sony con la PSP, l’unica a raggiungere un numero dignitoso di vendite.

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