[Review] Jet Set Willy


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My heart says…

Ultimamente sono stato impegnato tentando di capirne di più sullo ZX Basic e sull’assembly per lo XX80 per vedere se fossi stato in grado di scrivere qualche programmino o un semplice gioco (SPOLIER: non ce la farò) quindi mi è tornata un po’ di voglia di Speccy, l’ho ripreso in mano e giocato un po’. Penso che questa piattaforma sia ottima per i giochi platform quindi perchè non provare un gioco di Matthew Smith? Avevo già giocato a Manic Miner quindi mi sono buttato su Jet Set Willy e devo confessare che sono cascato nella tana del Bianconiglio. Smith è un genio fottutamente perverso perchè questo gioco è una sequela infinita di bestemmie, dall’inizio alla fine. Ho incredibilmente amato la sfida ma ho anche odiato il fatto che dovevo pianificare ogni singolo passo per evitare una morte orribile.

I’ve been busy trying to learn more about ZX Basic and ZX80 assembly lately to see if I’ll be able to write some small programs or to code a simple game (SPOILER: I most likely won’t) so I picked up again my old Speccy and play some games. I believe this machine is very good for platform games and what about a Matthew Smith game? I’ve already played Manic Miner so I turned my attention to Jet Set Willy and I have to confess I tumbled down in the hole of the white rabbit. Smith is a fucking perverted genius because this game is an endless swear from the beginning to the end. I absolutely loved the challenge but I also hated the fact that I had to plan every single move to avoid an horrible death.

Splash screen

Nonostante il disegno pure troppo infantile e la colonna sonora che il semplice BEEP dello Spectrum trasformava in un gracchiante rumore, lo splash screen del primo lavoro Manic Miner è francamente superiore a quello di Jet Set Willy che non solo ha una musica più semplice, ma ha anche un’immagine più elementare, sebbene io abbia sempre amato le figure impossibili alla Escher (o il logo della Renault che fin da piccolo mi dava sui nervi per come fosse non naturale).

Despite the childish design and the musical score that the simple BEEP of the Spectrum has turned into a frightening noise, the splash screen of the first Manic Miner was frankly superior to that of Jet Set Willy that not only has a simplier music, but also a more elementar image, although I’ve always loved the impossible drawings à la Escher (or Renault logo that since I was a child always got on my nerves for being so innatural).

Graphics

Manic Miner era stato una ventata di aria fresca nel panorama dei platform per Spectrum e visto che squadra che vince non si cambia, Smith decise di mantenere la stessa grafica anche per Jet Set Willy, puntando più sullo sviluppo di un gameplay alternativo, quindi vediamo lo stesso stile nelle diverse schermate, con gli stessi “nemici” pescati da una serie di oggetti, animali o personaggi in modo quasi completamente casuale e con le classiche “chiavi” luminose da raccogliere per poter concludere il gioco.

Manic Miner had been a breath of fresh air in the platform games panorama and since you don’t change a winning team, Smith decided to mantain the same ground breaking graphics also for Jet Set Willy, focusing more on an enhanced and alternative gameplay, so we see the same style in the various screens, with the same “enemies” picked up out of a series of items or animals usually in a very random way and with the classic flashing “keys” to pick up in order to complete the game.

Narrative

Sembrerà strano ma Jet Set Willy ha pure una trama! Lui se ne sta bel bello a farsi un bagno caldo dopo la sua ennesima avventura e vorrebbe andarsene a letto, ma punto primo si è lavato da vestito ed è tutto bagnato, poi di sicuro puzzerà ancora come un maiale perchè non ha usato sapone, ma soprattutto la sua governante che sembra una grossa gallina gli impedisce di andarsene a nanna perchè deve prima riordinare tutta la villa (con piscina e giardino) che a quanto pare in sua assenza è diventata un covo di nemici e di roba sparsa a caso. Alla faccia della governante, questa manco per terra sa spazzare…

It can be strange but Jet Set Willy has a plot! He’s relaxed in his tub taking a warm bath after his billionth adventure and just want to go to bed but first of all he took a bath completely dressed and he’s all wet, secondly he will surely stink as a boar because he hasn’t used any soap, but most important his housekeeper who looks like an old hen, prevent him to take a nap because he first has to put everything in order in his huge villa (with pool and garden) that apparently has become a complete mess on enemies and things scattered randomly all across the rooms. This housekeeper really sucks, she can’t even sweep the grounds…

Gameplay

There’s not even a single moment in the game in which you aren’t tensed and in which your brain isn’t going crazy to understand the right moment to jump and the right pixel to land on, keeping always in mind that you have to remember where’s the room you have to go and how to reach it avoiding to fall in another one for a stupid mistake and having to do all over again from the beginning traversing dozens of rooms filled with the same old deadly enemies. In Jet Set Will are condensed all of the main features of a platformer: pixel-perfect jumping, attention to every single detail and to the enemies, endless check of the available lives and a careful planning of the perfect strategy to fo from A to B since the game is not linear but you’re free to tackle the different screen in the order you want, selecting only the places where’s better to “lose” time to collect the 80 items you need. Matthew Smith shows a sort of anti-clericalism in the design of the enemies who frequently are related to religion or are disturbing mix of catholic and satanic symbols. Easy peasy then. In Jet Set Willy there’s no time/oxygen limit as it was in Manic Miner and the number of lives has been increased but the game is far from simplified. Since you will SURELY run out of lives it will be even more frustrating the fact that you’ve explored many rooms and you’ll have to do it al over again. At least in Manic Miner you had 3 lives so it’s safe to assume that you can’t go very far in the game before dying if you are not very skilled; here instead the risk is to reach an advanced point in the game, maybe close to the end and then you die and you have to start from the beginning. For this reason please check again “My heart says”: endless stream of swears.

Non esiste un singolo istante del gioco nel quale i vostri nervi non siano tesi e nel quale il vostro cervello non si stia arrovellando per capire il momento giusto per saltare e il pixel giusto da dove saltare, il tutto tenendo sempre a mente dove si trova la stanza che state cercando e come arrivarci evitando di finire per un misero errore di calcolo da un’altra parte rischiando di dover riattraversare decine di schermi con i soliti classici nemici mortali. In Jet Set Willy si condensano all’ennesima potenza tutte le caratteristiche fondamentali dei platform: pixel-perfect jumping, attenzione ad ogni minimo dettaglio e ai nemici, controllo delle vite a disposizione, elaborazione della strategia migliore per andare da A a B, visto che il gioco (cosa non da poco) non è lineare ma ogni giocatore può affrontarlo a suo piacimento e selezionando i luoghi nei quali è meglio “perdere” tempo per recuperare gli 80 oggetti di cui si ha bisogno. Matthew Smith malcela un certo anticlericalismo nel design dei nemici che molto spesso hanno a che fare con la religione o sono degli inquietanti mix di simboli cristiani e esoterico-satanisti. Roba tranquilla, quindi. E’ stato abolito il fattore tempo/ossigeno che era in Manic Miner e sono state aumentate le vite a disposizione ma il gioco non risulta per nulla semplificato, anzi. Visto che DI SICURO perderete tutte le vite, sarà ancora più frustante il fatto che avrete esplorato più stanze e dovrete rifarle tutte daccapo. Perlomeno in Manic Miner c’erano 3 vite quindi è lecito pensare che non si riesca ad andare molto avanti se non si è abbastanza abili, qui invece si rischia di arrivare a buon punto, magari vicini alla fine e dover rifare tutto dall’inizio. Per questo motivo vedasi sopra (si bestemmia dall’inizio alla fine).

Controls

Solo tre tasti, come al solito (più quelli semi-opzionali dei salti in avanti o indietro) ma l’impossibilità di controllare Willy mentre è in aria rendono ogni salto un gioco di calcolo del punto di stacco e del punto di arrivo parecchio complesso, dato che ogni angolo della casa è presidiato da nemici che, come al solito, ci ammazzano con un tocco. Aggiungiamo il fatto che a volte è complicato distinguere gli oggetti da prendere da quelli da evitare e quali sono le piattaforme utilizzabili quindi la parola d’ordine è attenzione. Massima attenzione.

Only three keys, as always (plus the semi-optional diagonal jumps) but the impossibility to control Willy while in mid-air makes every jump a challenge since you have to spot the right place to land and it’s quite complicated giving the fact that every corner is patroller by enemies that, as always, kill us with a single touch. Add the fact that sometimes it’s difficult to spot the items you can collect and those you have to avoid and which are the platforms you casn jump on so the watchword is “attention”. Maximum attention.

Sound

Sore point. If MAnic Miner had a catchy tune that helped to overcome the difficulties of the different rooms, in Jet Set Willy we only have sound effects so a step back from the first game. And that’s a shame because that music was so cute…(but it will be back in Jet Set Willy 2).

Punto dolente. Se Manic Miner aveva una colonna sonora che aiutava a non pensare alle insidie di ogni stanza, in Jet Set Willy abbiamo solo gli effetti sonori quindi decisamente un passo indietro rispetto al capostipite della serie. Peccato perchè quella musichetta era così carina…(ma tornerà in Jet Set Willy 2).

Longevity

If you are good enough you can complete the game in roughly 45 minutes but I doubt you will succees at the first attempt (neither on the tenth or the hundredth). Tu fully understand Jet Set Willy you’ll need many many hours of practice, so let’s say this is a game that will keep you busy for a long long time.

Se siete abbastanza (molto) bravi potrete riuscire e finire tutto il gioco in circa tre quarti d’ora ma dubito che ce la facciate al primo, al decimo o anche al centesimo tentativo. Per digerire correttamente Jet Set Willy ci vogliono centinaia e centinaia di ore di pratica, quindi diciamo che è un gioco che vi terrà occupati per molto, molto tempo.

Final score 82/100


 

Year: 1984

Developer: Matthew Smith

Publisher: Software Project

Genre: Platform

Game Mode: Single Player

Original Platform: ZX Spectrum, ported on BBC Micro, Acorn Electron, Commodore 64, Atari 8-bit, Amstrad CPC, Commodore 16, MSX, Dragon 32/64, Tatung Einstein

From same developers:

  • Styx (1983)

From same editors:

  • Twin Kingdom Valley (Bug-Byte, 1983)
  • Dragon’s Lair (Software Project, 1983)

Inspired to:

  • Miner 2049er (1982)

If you liked it you can also try:

  • Blagger (1983)
  • Chuckie Egg (1983)
  • Technician Ted (1984)
  • Sir Lancelot (1984)
  • Roller Coaster (1985)
  • The Perils of Willy (1984)
  • Andre’s Night Off (1984)
  • Nicotine Nightmare (1985)
  • Rollercoaster (1985)
  • Dynamnite Dan (1985)

Other chapters of the saga:

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One Comment Add yours

  1. Temo che non faccia per me, “precisione e attenzione nei videogiochi” so come si scriva, ma non come si viva XD

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