[RetroComputers] Acorn Atom


The beginning of the invasion of the micros in the UK can be considered 1980, the year in which Sir Clive Sinclair released the ZX80. However another competitor was on the scene to try to get its slice of the cake and it was Acorn Computers that, always in 1980, after a few years spent marketing microcomputers for hobbyist like System 1 and System 2, debuted with its first “real” micro, the Atom, released in March of 1980, hence 40 years ago.


L’inizio dell’invasione dei “micro” del Regno Unito può considerarsi il 1980, anno in cui uscì il primo computer si Sir. Clive Sincalir, lo ZX80. Tuttavia ci fu un altro competitor sulla scena che tentò di conquistare il mercato, la Acorn Computers che sempre nel 1980, dopo un paio di anni di “assestamento” nei quali vendette diversi microcomputer (come il System 1 e il System 2), debuttò con il suo primo vero e proprio “micro”, l’Acorn Atom, rilasciato a Marzo e che quindi compie oggi 40 anni.

The story in a nutshell

Acorn story in the computer market started in the late 70s, when Chris Curry, a former employee of Science of Carmbridge (later known as Sinclair Research) and his friend Hermann Hauser founded the Cambridge Processor Unit Ltd. (CPU Ltd.). The first systems released gor the not so imaginative name of System 1 (also known as Acors Microcomputer), System 2 and so on until System 5, using the brand name Acorn Computers. Although the first specimens were hobbyist-oriented microcomputers, the System 3 with its 8K of RAM and a 100K FDD set the foundations for the development of the Atom that was an underpowered and cheaper version of it; once on the market the Atom could be bought for 120£ in kit or 170£ assembled with expanded version with 12K of RAM sold for more than 200£.

Acorn System 1

Il debutto della Acorn nel mondo dei computer avvenne alla fine degli anni ’70, quando Chris Curry, un transfugo della Science of Cambridge (che in seguito dinventerà la Sinclair Research) e l’amico Hermann Hauser fondarono la Cambridge Processor Unit Ltd. (CPU Ltd.). I primi sistemi messi in commercio dall’azienda presero il nome non molto fantasioso di System 1 (noto anche come Acorn Microcomputer), System 2 e via di seguito fino al System 5, sfruttando il brand name Acorn Computers. Sebbene i primi fossero dei microcomputer destinati principalmente ad hobbysti, il System 3 con i suoi 8K di RAM e un FDD da 100K pose le basi dello sviluppo dell’Atom, di cui rappresentava una versione più semplice e meno costosa; una volta messo in commercio, l’Atom poteva essere acquistato in kit per 120£ o 170£ assemblato, fino a superare i 200£ per il sistema espanso con fino a 12K di RAM.

The heart

As in the other “Systems” before, the Atom was build around the MOS 6502 processor clocked @1Mhz. The basic version had little 2K of RAM, 8K of ROM and 1-channel audio. This version didn’t support floating point calculation and could handle only integer digits and that’s the reason why a 12K expansion was released. This version address 5K of RAM for the code, 1K for zero page and a “whopping” 6K for hi-res graphics.

Come tutti i “System” prima (e dopo) di esso, l’Acor Atom era costruito attorno al processore MOS 6502 clockato a 1MHz. La versione base aveva miseri 2K di RAM e 8K di ROM e audio ad un canale. Tale versione non supportava i calcoli in virgola mobile e poteva gestire solo numeri interi ed è proprio questo il motivo alla base dell’espansione a 12K. Tale versione riservava 5K di RAM per l’esecuzione dei programmi, 1K per la zero page e ben 6K per la grafica ad alta definizione.

The eyes

The images in the Atom are managed by the chip Motorola MC6847 Video Display Generator (VDG) that handles the text and graphics mode. In its basic version the resolution is very low, 64×64 pixels with 4 coulours, but the 12K Atom version allows up to 6 different modes, from the basic up to the highest resulution of 256×192 monochrome pixels.

Le immagini nell’Atom sono gestite dal chip Video Display Generator (VDG) Motorola MC6847 che governa le modalità testo e grafica, Nella sua versione di base la risoluzione è molto bassa, 64×64 pixel a 4 colori ma la versione dell’Atom con 12K di RAM permette di gestire fino a 6 modalità grafiche da quella base fino alla massima risoluzione di 256×192 pixel monocromatici.

The games

There are not so many infors out there regarding the games developed for the Atom. As it was for its contemporary ZX81 and ZX81, the hardwar were extremely rudimental and the lack of available RAM didn’t allow high quality games but only step-down conversion that made use of ASCII characters only partially modified. Therefore there are no important titles for the comnputer and today is pretty hard to track down the original versions. As far as I’ve discovered online, mainly thank to the website gamesdatabase.org, the Atom has a library of almost 200 between games and software, released between 1980 and 1984, including also a handful of homebrew games released after the discontinuation of the computer. The names of the games are the famous ones of the period, but most of times they’re unofficial ports or actual clones: aside from the classic “entry level” games, like Chess and Backgammon, among the most famous we have Asteroids, Breakout, Centipede, Galaxians, Invader Force and E.T. Invaders (clones of Space Invaders), the real Space Invaders, Ghost Maze (clone of Pac Man), Missile Base (clone of Missile Command), Q Bert and Scramble.

Centipede

Non sono moltissime le informazioni sui giochi sviluppati per l’Atom. Come accaduto anche per i suoi contemporanei ZX80 e ZX81, la rudimentalità dell’hardware e la pochezza della RAM disponibile non permettevano lo sviluppo di giochi dedicati di qualità, ma solo di adattamenti, peraltro realizzati utilizzando solo caratteri ASCII in parte modificati. Ne consegue che non ci sono titoli di richiamo per il computer e ad oggi è abbastanza complicato riuscire a rintracciare le versioni originali. A quanto ho scoperto controllando online, soprattutto grazie al sito gamesdatabase.org, l’Atom ha una libreria di poco più di 200 titoli tra giochi e software vario realizzati tra il 1980 e il 1984, compresi anche una manciata di giochi homebrew realizzati dopo la dismissione del computer. I nomi dei giochi sono quelli, famosi, dell’epoca, ma molti di essi sono port non ufficiali o cloni veri e propri: oltre ai classici giochi “entry level” come Chess e Backgammon, tra i più “famosi” troviamo Asteroids, Breakout, Centipede, Galaxians, Invader Force e E.T. Invaders (cloni di Space Invaders), il vero e proprio Space Invaders, Ghost Maze (clone di Pac Man), Missile Base (clone di Missile Command), Q Bert e Scramble.

The legacy

After the moderate success of the Atom, Acorn developed its most successful computer, thanks to a cooperation with BBC, the BBC Micro, released in 1981 and went on to seel more than 1,5 millions of units. We need to wait two more years, in 1983, to see the successor of the BBC, the compact Acorn Electron. Acorn insisted in the 8-bit computer market releasing two different lines, the ABC, targeted to business users and featuring 8 different model and the BBC Master, a direct evolution of the BBC Micro, released in 1986.The market for 8-bit computer was virtually dead by that point and with a double jump Acorn christened its 32-bit computer line with the Archimedes that was produced up until 1992 on 18 different models, the last of which was the A4000.

BBC Micro

The next step was the release in 1994 of the RISC PC, a massive computer that was produced until 2003. Acorn was in dire straits by that point and in the third millennium faced an important reorganization and eventually folded: its testament was the RISC-2, also knows as Phoebe, in my opinion one of the best-looking computers of the millennium with its shiny yellow case.

Acorn Phoebe

Dopo il moderato successo dell’Atom, Acorn produsse il suo computer di maggior successo, frutto di una collaborazione con la BBC, il BBC Micro che fu rilasciato nel 1981 e vendette circa 1,5 milioni di unità. Bisogna aspettare altri due anni, nel 1983 per vedere il successore del BBC, il compatto Electron. La Acorn insistette nel mercato dei computer a 8-bit con altre due linee, la ABC, destinata ad una clientela business e comprendente ben 8 modelli differenti e il BBC Master, evoluzione del Micro e rilasciato nel 1986. Il mercato dei computer a 8-bit era però ormai moribondo e con un doppio salto in avanti nel 1987 Acorn inaugurò la sua linea di computer a 32 bit con l’Archimedes, la cui linea fu in produzione fino al 1992 su diversi modelli, ben 18, l’ultimo dei quali fu l’Acorn A4000.

Acorn Archimedes

Il passo successivo fu la commercializzazione, nel 1994 del RISC PC, un computer massiccio che nonostante tutto rimase in produzione addirittura fino al 2003. La Acorn non navigava un buone acque e nel nuovo millennio andò incontro ad una profonda ristrutturazione e in seguito al fallimento: il suo testamento fu il RISC-2, altrimenti noto come Phoebe, uno dei computer a mio giudizio esteticamente più belli del nuovo millennio, con il suo distintivo case giallo.

Follow I ❤ Old Games on Facebook!

…and also I ❤ Old Games on Instagram!

One Comment Add yours

  1. redbavon says:

    Mai visto dalle nostre parti un Acorn, ma anche scarse erano le notizie sulla stampa specializzata. Eppure, sopratutto con l’architettura RISC, aveva il potenziale per riscuotere maggiore successo. Ho sempre avuto l’impressione che fosse un computer per il mercato britannico e non vi fossero piani di distribuzione più ambiziosi o quantomeno, se esistevano, apparivano confusi. Electron e Archimedes ai più non dirà nulla, in Italia a quei tempi eravamo mono-maniaci della Commodore, prima il C64 e poi l’Amiga. Le specifiche dell’Archimedes mi incuriosirono tanto da tenerlo in considerazione nella “lista dei desideri”. L’architettura RISC rappresentava per un home computer un significativo balzo in avanti: a livello di MIPS faceva mangiare polvere al Motorola 68000 (Amiga e Atari ST), inoltre con i tre coprocessori (video, I/O e memoria) che coadiuvavano la CPU poteva tenere testa all’Atari ST e perfino all’Amiga.
    Inoltre la storia di Acorn è anche una storia italiana: Olivetti acquisì la quota di maggioranza di Acorn a metà anni Ottanta. Ahimé la strategia Olivetti era piagata da incompetenza e scarsa visione del mercato: il Prodest PC 128S, il secondo modello della fallimentare serie Prodest, non era altro che un vetusto Acorn BBC Master: un 8-bit non aveva alcuna possibilità in un mercato in cui esistevano già piattaforme 16-bit comeAmiga e Atari ST.

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.