[Review] Radix: Beyond the Void


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If you fail, humanity will surely perish

My heart says…

Back in the good old days, at the end of the 90s as you may know I only had available two way to play games: Dutch Flyer and the first Twilight. And giving the fact that on the Twilight I had Radix, and even though it was a mediocre game, I couldn’t help to play it becuae it was the best pseudo-FPS/fake simulator I had. Looking back in hindsight we surely can’t tell it’s a masterpiece, but back then i was very fond of it and that’s the reason it will always have a soft spot in my heart.


Ai bei vecchi tempi, sul finire degli anni ’90 come probabilmente ormai saprete avevo a disposizione solamente due vie per poter giocare sul mio PC: il Dutch Flyer e la prima Twilight. E si da il caso che proprio sulla Twilight c’era il buon Radix, gioco in realtà mediocre, ma che per me rappresentava il top di gamma in quanto a finto-FPS/finto simultaore. Riguardandolo con gli occhi di oggi non si può certo dire che è un peso massimo del genere, ma ai suoi tempi ero molto affezionato ad esso ed è per questo che avrà sempre un posticino speciale nel mio cuore.

Splash screen

Apparently the people behind Radix didn’t make a lot of efforts in designing the splash screen that is actually a copy of the cover of the game. Radix looks very “flat” and it’s more similar to an EF2000 rather than a spaceship. Probably they wanted to created something different…

Non che ci si sia messi troppo d’impegno per la schermata di apertura, che è una copia esatta della cover del gioco, già non molto bella, dove la Radix appare schiacciatissima e più simile ad un EF2000 che ad una nave spaziale. Avevano proprio voglia di fare qualcosa di diverso…

Graphics

As a Doom clone, Radix bears the same old 2.5D graphics with stages all on the same level and textured 2D walls: differently than Descent, a game that viasually looks similar to Radix (and that I actually played together with it) there’s almost no 3D. The game setting, “The Void”, the dimension inhabited by our foes, is designed with little inventivness and with a massive dose of copy-paste: variety surely is not the strong point of the game.

In quanto clone di Doom, Radix riprende la grafica in 2.5D con livelli tutti sullo stesso piano e muri texturizzati: non c’è praticamente nulla di 3D come era, ad esempio, in Descent, un gioco che almeno a primissimo occhio potrebbe ritenersi simile a Radix (e che infatti io giocavo in alternativa ad esso). L’ambientazione del gioco, “The Void”, la dimensione dove risiedono i nostri antagonisti, è realizzata con poca inventiva e un bel po’ di copia e incolla: la varietà non è il punto forte del gioco.

Narrative

Radix plot is rather trite, let’s say it: after achieving the planetary peace, UESA can finally start to colonize the space and in 2147 a mission full of colonists leave the earth in direction of Theta 2. The problem is that the spaceship is destroyed by the aliens that come from what is called “The Void”: the earth has the task to defeat the aline menace and their only hope is the cruiser Radix.


ll plot di Radix è abbastanza trito, diciamolo pure: dopo che è stata raggiunta la pace planetaria, la UESA può finalmente pensare a colonizzare lo spazio e nel 2147 parte una spedizione di coloni verso Theta 2. Peccato che la nave venga distrutta da alieni che vengono da ciò che è chiamato “The Void”: sarà compito dei terrestri a bordo dell’incrociatore Radix scongiurare la minaccia aliena.

Gameplay

Radix gameplay is not so different then the one of its predecessors: every mission consists in two objectives, a mandatory primary one and a secondary one, useful to unlock secret areas full of good stuff (weapond, energy or “health”) and to improve the end-level statistics (something that, as far as I know, nobody cares about). At the beginning of the mission there’s a little briefing showing the map of the stage and where are the objectives to avoid to randomly wander around with no clue.


Il gamepleay di Radix non si discosta di moltissimo da quello dei suoi predecessori: ogni missione consiste di un obiettivo primario che è obbligatorio completare e di uno secondario che  migliora le statistiche di fine livello (delle quali a nessuno, a quanto so, frega nulla) e permette di accedere a quale camera segreta solitamente piena di robina buona (munizioni, energia o “salute”). Ad inizio missione viene introdotto un breve briefing con la mappa dell’area e dove si trovano gli obiettivi, in modo da non dover girovagare a caso

Controls

Try to think to play Doom  not controlling a humang being but an actual spacecraft: that’s what happens in Radix. Far from having the freedom of movement of a game like Descent, in Radix you can go left, right, up, down but with parsimony; the foreground visual almost doesn’t look like you’re on a spacecraft because you can stop in mid air, go back and make manouvres that should be theorically impossible: amd the thing becomes even stranger with the “outside” visual. So nothing more that a redesigned “character” but the same old controls that penalise a bit the game.

Pensate di poter giocare a Doom ma senza controllare una persona ma un aereo: questo è ciò che fate in Radix. Lungi dall’avere la libertà di movimento dello pseudo-simile Descent, in Radix si potrà andare a destra, sinistra su e giù, ma con parsimonia; la visuale in primo piano non fa quasi capire che ci si trova in un incrociatore spaziale perchè ci si può fermare, arretrare e fare manovre teoricamente impossibile e la cosa diventa ancora più strana con la visuale “da fuori”. Insomma nulla di nuovo rispetto al passato ed è proprio questo che penalizza il gioco.

Sound

The music from Radix has been a pleasant discovery. Having the game on the Twilight with a lot of contents scraped to save space on disc, I completely missed the whole soundtrack and hearing it today, A.D. 2020 I have to say it rocks! The music score that seems like a slightly acid rock with a great rhytm, makes the game even harder and is surely a very nice background that doesn’t clash with the setting. Just to remind you:

La musica di Radix è stata una piacevole scoperta. Avendo il gioco su Twilight, con molti contenuti in meno per salvare spazio su disco, mi ero completamente perso tutta la colonna sonora e sentirla oggi nell’Anno Domini 2020, devo dire che spacca! Lo score che sembra un rock leggermente acidulo e incalzante rende il gioco più difficile e sicuramente è un gradevolissimo sottofondo che non stona per nulla con l’ambientazione.

Longevity

For many ways, Radix is exactly the same as Doom and one of the features the two games share is the 3/9 structure: three episodes and nine levels. Despite the 2.0 patch fixed a lot of things, restyles some levels and enhances the controls, the original version, the one object of this review it’s sometimes boring and without variety with teh result that sometimes you always want to pull the plug. However the longevity, even though is not the greatest of all time, it’s acceptable and Radix commit you neither too much notìr too little. A tolerable mix in the end…

Per molti versi Radix è uguale a Doom e una delle caratteristiche che i due giochi condividono è la struttura 3/9: tre episodi e nove livelli. Nonostante la patch 2.0 includa un restyle dei livelli e dei controlli, la versione originale, che è quella oggetto di questa recensione, si presenta speso noiosa e senza grosse variazioni con il risultato che a volte si è quasi indotti ad abbandonare. Tuttavia la longevità del gioco, pur non essendo incredibilmente grande, è accettabile e Radix non vi impegnerà nè troppo nè troppo poco. Un mix tollerabile in definitiva.

Final score 63/100


Year: 1995

Developer: Neural Storm Entertainment

Publisher: Epic MegaGames

Genre: FPS

Game Mode: Single Player

Original Platform: MS-DOS

From same publishers:

  • ZZT (1991)
  • Jazz Jackrabbit (1994) and sequels
  • Xargon (1994) and sequels
  • Extreme Pinball (1995)
  • Tyrian (1995)
  • 7th Legion (1997)
  • Unreal (1998) and sequels
  • Age of Wonders (1999)
  • Gears of War (2006) and sequels
  • Fortnite (2017)

Inspired to:

  • Doom (1993)
  • Descent (1994)

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