[RetroConsole] 40 candles for MB Microvision, the first handheld ever!


In these days with the spread of mobile devices, we take the opportunity to play on our smartphone in the pastime for granted. Even without considering a smartphone as an handheld console, we use to think about accessories like the Switch, the DS line, the PSP and going back with the time the GameBoy like sometingh “obvious”. In a market, that of handheld consoles, that still sees today Nintendo almost as the sole protagonist, it’s strange to find a brand like Milton Bradley that 40 years ago, in November 1979, put on the market the first handheld console, the Microvision.


Al giorno d’oggi con l’enorme diffusione di dispositivi mobile diamo per scontata la possibilità di giocare sul nostro smartphone nei ritagli di tempo. Anche non considerando lo smartphone come console portatile, siamo abituati a pensare ad accessori come la Switch, la linea DS, la PSP e ancora più indietro il GameBoy come qualcosa di “ovvio”. In un mercato, quello delle console portatili che ancora oggi vede come protagonista indiscussa la Nintendo, fa strano trovare un marchio come Milton Bradley che quarant’anni fa, nel Novembre 1979 commercializzò la prima console portatile, il Microvision.

The story in a nutshell

During the 70s, Milton Bradley or MB was already an important brand in the market of the board games and in that very decade it released two of its most famous products, Connect Four in 1974 and Simon in 1978, the latter based on an idea of Ralph Baer, the person behind the first ever videogame console, the Magnavox Odyssey. The presence of Baer at MB and the growing success that the videogames industry was getting, both in the arcades and at home, mainly thanks to Atari success, led the company to bet on this new market, along with other companies that  were entering this lucrative niche. If the home console market was starting to be quite crowded with the presence of consoles like Atari 2600, Fairchild Channel F, Bally Astrocade, Magnavox Odyssey 2 and other less successful  (plus the dozens of Pong clones still on sale), the market of handheld consoles was still an uncharted territory. The intuition of MB was that of creating a product that could be carried everywhere, without needing a TV nor plugging it into a wall socket; the project of Jay Smith (who will later work on the Vectrex, always for MB) for a portable console with interchangeable cartridges became reality in November 1979 when the Microvision was released. Even though it can be considered a borderline case of portable console with cartridges (actually every cartridge was a standalone game), the Microvision is generally considered as the father of the handhelds and it will become one of the models for Nintendo when they developed the Game & Watch that will debut in 1980.

 

Negli anni ’70 Milton Bradley o MB era già un marchio di enorme importanza per quanto riguarda i giochi da tavola e proprio in quel decennio rilasciò due dei suoi prodotti più famosi, Forza 4 nel 1974 e Simon nel 1978, quest ultimo ideato da Ralph Baer, la mente dietro alla prima console della storia, il Magnavox Odyssey. La presenza di Baer alla MB e il crescente successo che stava riscuotendo l’industria dei videogiochi, sia nel mercato arcade, sia in quello domestico, soprattutto grazie al successo dell’Atari, spinse l’azienda a scommettere su questo nuovo mercato, come peraltro si apprestavano a fare molti altri in quegli anni. Se per quanto riguarda le console domestiche il mercato era già sufficientemente affollato per la presenza di console come l’Atari 2600, il Fairchild Channel F, il Bally Astrocade, il Magnavox Odyssey 2 ed altre meno di successo (più le dozzine di cloni di Pong ancora in vendita), il mercato delle console portatili era ancora inesistente. L’intuizione della MB fu quella di creare un prodotto che si poteva portare ovunque, senza bisogno di corrente nè di una TV; il progetto di Jay Smith (che lavorerà in seguito al Vectrex, sempre per la MB) di una console portatile a cartucce divenne realtà nel Novembre del 1979 quando il Microvision venne rilasciato. Nonostante possa essere considerato un caso limite delle console portatili a cartucce (in effetti ogni cartuccia era praticamente una console a se stante), il Microvision viene solitamente considerato il padre degli handheld e diventerà anche uno dei modelli per Nintendo per la realizzazione dei Game & Watch che debutteranno nel 1980.

The heart

The Microvision actually consisted in a plastic slot with screen and buttons, so the “real” console was actually the cartridge that included one of the two possible chips, Intel 8021 or TI TMS1100  both clocked @ 0,1 MHz. The early alternance between the two chips was later abandoned by MB that felt more conveneint working with the TI chips only, more rudimental but with more memory and less consumption (therefore the needed batteries became 1 instead of 2). Switching from Intel to TI the register passed from 8 to 4 bits for 64 bit of RAM. The batteries required were damn pricey because at the beginning two 9V ones were needed and they became only one giving the fact that the TI circuits consumption was only 0,11W instead of 1W.

Il Microvision in sè non consisteva che di uno slot in plastica con schermo e tasti, sicchè la “vera” console era in realtà la cartuccia che aveva in sè due possibili chip, il Intel 8021 o il TI TMS1100  clockati a 0,1 MHz L’iniziale alternanza tra i due chip venne in seguito rigettata dalla MB che considerava più conveniente lavorare con i soli chip della Texas Instruments, più rudimentali, ma che fornivano più memoria e incidevano molto meno sul consumo delle batterie (che infatti vennero in seguito ridotte da 2 a 1). Con il passaggio da Intel a TI i registri passano da 8 a 4 bit e la RAM è di 64 bit. Le batterie richieste sono assolutamente costose, vista la necessità iniziale di avere 2 batterie da 9V ciascuna, in seguito ridotta ad una sola visto il passaggio del consumo di batteria da 1W a 0,11W con i chip di TI.

The hands

To control the Microvision games up to 12 buttons were available plus a paddle in the lower part of the console, even though it was extremely rare to have a game that used more than 6 buttons (only Sea Duel used all 12). Despite what it looks like in the image, the Microvision is not taht “micro” and is not thin at all and is large more or less like a phablet or something like a Galaxy Note, but way longer.


Per controllare i giochi del Microvision possono essere utilizzati fino a 12 pulsanti fisici più un paddle nella parte bassa della console, anche se in realtà è raro avere giochi con più di 6 tasti (solo Sea Duel arriva ad usarli tutti e 12). A dispetto di quello che può sembrare nell’immagne, il Microvision non è molto stretto e sottile ed è largo più o meno come un phablet o una roba tipo il Galaxy Note essendo però molto più lungo.

The eyes

The Microvision offers an incredible resolution of 16×16 pixel visualized on an LCD screen. You can easily imagine how every single desire of realism or even every single effort to represent what the game really is (probably with the sole exception of Connect Four) is totally vain: every extra pixel used to define something drains 0,4% of the screen so the solution is big objects with just a few pixels.

Il Microvision offre una mirabolante risoluzione di 16×16 pixel da visualizzare su schermo LCD. Potrete ben immaginare quanto ogni singola velleità di realismo o anche solo ogni singolo tentativo di rappresentare ciò che il gioco è in realtà (tranne forse il caso di Forza 4) sia assolutamente infruttuoso: ogni pixel extra per rappresentare qualcosa porta via lo 0,4% dello schermo quindi via con oggetti grandi il numero minimo possibile di pixel.

The games

Giving the little lifespan (only 2 years), for the Microvision only 12 games were released. The lack of support from third parties and the insuccess of the console (despite a promising start), led to its discontinuation in a short time and this is the reason why today the Microvision is quite sought after, even because it’s hard to find it in working order due to many reliability isssues.

This is the list of games:

  • Block Buster (1979)
  • Bowling (1979)
  • Connect Four (1979)
  • Pinball (1979)
  • Mindbuster (1979)
  • Star Trek: Phaser Strike (1979)
  • Vegas Slots (1979)
  • Baseball (1980)
  • Sea Duel (1980)
  • Alien Raiders (1981)
  • Cosmic Hunter (1981)
  • Super Blockbuster (1982, released only in Europe)

The console was distributed with 4 launch titles: Block Buster (bundled with the console), Bowling, Connect 4 and Pinball.

Data la vita commerciale molto breve (appena due anni), per la Microvision vennero realizzati solo 12 giochi. Il mancato supporto di terze parti e il successo inizialmente incoraggiante ma insufficiente per la MB portarono alla dismissione in breve tempo e per questo al giorno d’oggi la console è particolarmente ricercata, anche perchè è complicato trovarla funzionante per via dei molti problemi di affidabilità che si riscontrano.

Questa la lista dei giochi:

  • Block Buster (1979)
  • Bowling (1979)
  • Connect Four (1979)
  • Pinball (1979)
  • Mindbuster (1979)
  • Star Trek: Phaser Strike (1979)
  • Vegas Slots (1979)
  • Baseball (1980)
  • Sea Duel (1980)
  • Alien Raiders (1981)
  • Cosmic Hunter (1981)
  • Super Blockbuster (1982, rilasciato solo in Europa)

La console venne distribuita con 4 titoli di lancio: Block Buster (in bundle con la console), Bowling, Connect 4 (ovvero Forza 4) e Pinball.

The legacy

After an initial success that  to MB 15 millions $ in 11980, the console lost its appeal both for the lack of games and for the huge limitations especially in the graphics but also for the presence of a new big competitor, Nintendo with its Game & Watch. To the fall of the sales figures corresponded a substantial lack of support from MB that in 1981 discontinued the product. In Europe was still available for another year and the last game came out in 1982. The Microvision experience wasn’t the end for MB: soon after they developed one of the most original consoles of the decade, the Vectrex, the most successful console with vector graphics that, alas, got lost in the turmoil of the crash of 1983. But Microvision was also the starting point for the development of portable consoles: in 1980 Nintendo launched the Game & Watch and other manufacturers tried to enter the market with results that in some cases were at the limit of portability, like 1982 Adventure Vision until 1989 when the Game Boy marked the definitive success (and the spread) of another game to play video games.

Dopo un iniziale successo che fruttò alla MB 15 milioni di $ nel 1980, la console perse via via appeal, sia per la mancanza di titoli all’altezza, sia per le enormi limitazioni soprattutto grafiche, sia per la presenza di un nuovo ingombrante concorrente come Nintendo con il suo Game & Watch. Ad un calo delle vendite corrispose un sostanziale abbandono della casa madre che nel 1981 ritirò la console dagli scaffali. In Europa fu disponibile ancora per un anno, con l’ultimo gioco rilasciato appunto nel 1982. L’esperienza della Microvision non fu però la fine per la MB: di lì a poco avrebbe rilasciato una delle console più originali del periodo, il Vectrex, la console vettoriale di maggior successo mai realizzata che sfortunatamente si perse nei meandri della crisi del 1983.  Ma la Microvision servì anche da punto di partenza per lo sviluppo delle console portatili: già nel 1980 Nintendo con il suo Game & Watch impose un nuovo prodotto sul mercato; altre console tentarono la via del portatile, con risultati al limite della portabilità, come l’Adventure Vision nel 1982, finchè nel 1989 il Game Boy sancì definitivamente il successo (e la diffusione) di un nuovo modo di giocare i videogiochi.

Follow I ❤ Old Games on Facebook!

…and also I ❤ Old Games on Instagram!

3 Comments Add yours

  1. I’ve never heard of the Microvision, but I’d love to have one! 🙂

    Liked by 1 person

    1. benez256 says:

      To be honest they’re not super rare, although a working one can set you back a little. Also considering the kind of games designed for it and their very limited number. But yes, it’s one of those strange things you’d love to own 🙂

      Liked by 1 person

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.