[Review] Dragonfire


REVIEW # 00000000 01011100

Dragons rule! The young Prince hopes to defeat them – but first he must reclaim the King’s treasures

Dragonfire is one of the best games developed by Imagic, the second third-party software developer ever founded after Activision. Their games are famous for the high quality and for the marvelous packaging in which they were sold. Dragonifire was enough popular to be ported on various platforms:  Apple II, ColecoVision, Commodore VIC-20, Intellivision, TRS-80 CoCo and ZX Spectrum. The C64 version was developed by Psi, while the Spectrum and CoCo versions were distributed by Cheetasoft and Tandy, respectively.

Dragonfire è uno dei migliori giochi sviluppati dalla Imagic, la seconda azienda di “terze parti” mai  fondata, dopo la Activision. I loro giochi sono celebri per l’alta qualità e gli scintillantei box nei quali erano venduti. Dragonfire fu abbastanza popolare da essere convertito per varie piattaforme: Apple II, ColecoVision, Commodore VIC-20, Intellivision, TRS-80 CoCo e ZX Spectrum. La versione per C64 fu sviluppata da Psi, mentre le versioni per Spectrum e CoCo furono distribuite rispettivamente da Cheetasoft e Tandy.

My heart says…

Dragonfire is a game I’m particularly fond of, since it is the first Atari games I’ve ever bought CIB (I’ve discussed about it here). The look of the package, the aspect of the cartridge and the way the game play made me fall in love with Imagic. And that’s the reason why this boxed game stand out on top of my Atari 2600 Darth Vader.

Dragonfire è un gioco al quale sono particolarmente affezionato, dato che è il primo gioco per Atari 2600 che io abbia mai comprato CIB (ne ho parlato qui). L’aspetto della confezione e della cartuccia e il gioco in se mi hanno fatto innamorare della Imagic. E questo è il motivo per cui Dragonfire se ne sta in bella mostra come unico gioco boxato sulla mia Atari 2600 Darth Vader.

Splash screen

You may ask why an 8/10 for a game that has no intro screen. Well, you’re right, Dragonfire should be ungraded, but instead of judging the splash screen, this time my grade goes to the box, which is the closest thing to the “first impression” you can get from the game. And you know I love Imagic packaging, which was the very best back then.

…and to be fair, even the “intro” screen of the game with our Prince on the bridge between two towers is not that bad…

You can’t help but love it…

Potreste chiedervi perchè 8/10 per un gioco che non ha schermata introduttiva. Beh, avete ragione, Dragonfire dovrebbe essere senza voto, ma invece di giudicare lo splash screen, questa volta il mio voto va al box, che è la cosa più simile ad una “prima impressione” che ci si possa fare del gioco. E sapete che amo il packaging della Imagic, che ai tempi era lo stato dell’arte.

…e ad essere onesti anche la prima schermata con il nostro Principe sul ponte tra le due torri non è male…

Graphics

Despite the game is set at night (or at least this is what I understant for the pitch black sky) and inside the castle where black is the main color, Dragonfire has some polished and colourful graphics, at least for the Atari 2600 and for the standard of the time and this is like a trademark for Imagic. Ok, the Dragons are monochrome (and sincerely I cannot understand the reason) but our Prince at least looks like an actual dressed up person and the treasures he touches are detailed, although they look like “enlarged” due to the technical features of the console.

Nonostante l’ambientazione notturna (o almeno questo è ciò che si intuisce dal cielo completamente nero) o interna al castello, dove anche domina il nero, Dragonfire ha una grafica a tratti colorata e sufficientemente dettagliata per gli standard dell’epoca e per la macchina sulla quale il gioco gira e questo è uno dei marchi di fabbrica della Imagic. Ok, i Draghi sono monocromatici (e sinceramente non se ne capisce il motivo) ma il nostro Principe quanto meno sembra una persona vestita e i tesori che recupera sono dettagliati, sebbene graficamente tentano a “slargare” per via delle caratteristiche grafiche della console

Narrative

Everything you need to know is in the back of the box (as always for the Atari 2600 games) where we read:

Dragons rule! The young Prince hopes to defeat them – but first he must reclaim the King’s treasures. The Prince attempts to cross castle bridges. Hatching dragons try to prevent him. They hurl deadly fireballs at the agile Prince. He leaps, ducks and sprints to avoid them! When the Prince gets across the bridge, he finds a splendid storeroom – and its ferocious guardian! He can take every treasure he touches. He must grab them all before a magical exit appears and he can escape. But the dragons become smarter and faster! Their fiery breath spells doom!

Tutto quello che dovete sapere su Dragonfire è nel retro della scatola (come in tutti i giochi per Atari 2600), dove leggiamo:

I Draghi comandano! Il giovane Principe confida di sconfiggerli. Ma prima deve reimpossessarsi dei Tesori del Re. Il Principe prova ad attraversare i ponti che portano al castello. I piccoli Draghi a guardia provano ad impedirglielo. Sputano palle di fuoco mortali contro l’agile Principe. Lui può saltare, accovacciarsi e correre per evitarle! Quando il principe supera il ponte, trova uno splendido deposito – e il suo feroce guardiano! Può prendere ogni tesoro che tocca. Deve raccoglierli tutti affinchè una magica porta si apra e possa fuggire. Ma i Draghi diventano più intelligenti e più rapidi! Il loro fiato ardente significa morte!

Gameplay

The game is kinda split in two macro-parts: the first one, outside the castle, shows our Prince in a side view in a setting that looks like a platformer: he has to reach the other side of the bridge to enter the castle avoiding the terrible fire breath the dragons blow at him. The fire has two patterns, a low one that can be avoided by jumping and a high one you can dodge by ducking. Cleverly enough the game has an option to jump and crouch at the same time to avoid both the low and high flames (it looks stupid but it wasn’t a so common feature in a game and it wasn’t common neither in latter games). The action then moves inside the castle where the Prince has to collect all the treasures scattered in the room avoiding the terrible breath of the dragon who spits fire endlessly trying to kill the Prince; once you collect all the treasures a magic door opens and the level is clear.

Then rinse and repeat.

Yes, is short and stupid, but it’s Atari 2600 and it’s 1982, when a game that lasts more than 4 minutes and two screens was something beyond belief. The game gets more and more wacky going on with the levels: the flames are more and faster and the dragon spits faster at you. There’s no end: you try to get the highest score trying not to die. In order to do it you have to collect all the treasures, each of which earns a different score and you have to do it “wasting” only 6 lives.

Il gioco è come diviso in due macro-parti: la prima, fuori dal castello, vede protagonoista il nostro Principe con visuale laterale in una sorta di platformer: deve raggiungere l’altro lato del ponte per entrare nel castello evitando le fiamme che i draghi gli lanciano. Il fuoro ha due pattern, uno basso che può essere evitato saltando e uno alto che può essere evitato accucciandosi. Abbastanza intelligentemente il gioco ha un’opzione per saltare accucciati per evitare la doppietta fiamma alta-fiamma bassa (sembra una stupidaggine ma non era una caratteristica comune e non lo era nemmeno in giochi successivi). L’azione quindi si sposta all’interno del castello dove il Principe deve recuperare tutti i tesori sparsi nella stanza evitando ancora il fuoco del drago di guardia, che sputa fiamme di continuo tentando di uccidere il Principe; una volta recuperati tutti i tesori, una porta magica si apre e il livello è completato.

Quindi si reinizia daccapo e il gioco continua.

Sì, ok è corto e stupido, ma è l’Atari 2600 ed è il 1982, quando un gioco che durava più di 4 minuti e con due scenari era qualcosa di eccezionale. Il gioco diventa sempre più frenetico andando avanti con i livelli: le fiamme sono più veloci e il Drago sputa più velocemente. Non c’è una vera e propria fine: si prova a fare il punteggio migliore cercando di non morire. Per farlo occorre collezionare tutti i tesori, ognuno dei quali da un punteggio diverso e tutto questo potendo “sprecare” solamente 6 vite.

Controls

To be such an old game based on a controller with a stick and a button, Dragonfire is almost perfect. The controls are easy, fluid and, most important, very responsive: you feel in your hand that the action you’re perfoming is faithfully replicated on screen. As I told you before the implementation of a crouch jump is a clever intuition and allow the player to jump between two fires (trust me, when you do it you feel like a king). All in all it plays way better that other games of the period, again, thanks to the care Imagic put on the game.


Per essere un gioco così vecchio basato su un controller con un joystick e un pulsante, Dragonfire è praticamente perfetto. I controlli sono semplici, fluidi e, molto importante, molto reattivi: si sente nella propria mano che l’azione che si sta compiendo viene replicata fedelmente sullo schermo. Come già anticipato l’implementazione del salto accucciato è stata un’intuizione intelligente e permette al giocatore di altare tra due fuochi (credetemi, quando lo farete vi sentirete dei re). Nel complesso Dragonfire si gioca molto meglio di altri giochi del periodo, ancora, grazie alla cura messa da Imagic nella realizzazione.

Sound

The sound effects are very rudimental. There no music (of course) and the only sound that resembles something realistic is that of the flames thrown by the dragons (and maybe the protagonist running). Aside from this there are only some beeps and sound effects of the Prince getting the treasures or when he jumps or crouches. But at least the “natural” sound effects seems realistic…

Gli effetti sonori sono estremamente rudimentali. Non c’è (ovviamente) musica e l’unico suono che ricorda qualcosa di realistico è quello delle fiamme lanciate dai draghi (e forse la corsa del nostro protagonista). Oltre questo ci sono solo alcuni bip ed effetti sonori del Principe che prende i tesori, quando salta o quando si abbassa. Ma almeno gli effetti sonori “naturali” sembrano realistici…

Longevity

The grade should probably seem too high for a game whose levels last like one minute, but as other Atari 2600 games, the longevity doesn’t stand in the leght of the game per se, but in the time you can spend before getting tired of seeing the same two screens. The only element that kills the monotony is the different colour of each castle that changes level after level. But…yes, I know, my review is very biased…


Il giudizio potrebbe sembrare probabilmente troppo alto per un gioco i cui livelli durano tipo un minuto, ma come altri giochi per l’Atari 2600, la longevità non riseide nella lunghezza del gioco in sè ma nel tempo che possiamo passarci sopra prima di annoiarci degli stessi due schermi. L’unico elemento che romple la monotonia è il differente colore dei castelli che cambia livello dopo livello. Ma…sì, lo so, la mia recensione è molto di parte…

Final score 82/100


Year: 1982

Developer: Imagic

Publisher: Imagic

Genre: Action

Game Mode: Single Player

Original Platform: Atari 2600

From same developers/editors:

  • Atlantis (1982)
  • Atlantis II (1982)
  • Beauty and the Beast (1982)
  • Cosmic Ark (1982)
  • Demon Attack (1982)
  • Dracula (1982)
  • Fire Fighter (1982)
  • Microsurgeon (1982)
  • Riddle of the Sphinx (1982)
  • Shootin’ Gallery (1982)
  • Star Voyager (1982)
  • Swords & Serpents (1982)
  • Trick Shot (1982)
  • Fathom (1983)
  • Ice Trek (1983)
  • Laser Gates (1983)
  • Moonsweeper (1983)
  • No Escape! (1983)
  • Nova Blast (1983)
  • Quick Step (1983)
  • Solar Storm (1983)
  • Star Wars (1983)
  • Subterranea (1983)
  • Tropical Trouble (1983)
  • Truckin’ (1983)
  • White Water! (1983)
  • Wing War (1983)
  • Chopper Hunt (1984)
  • Crime and Punishment (1984)
  • Injured Engine (1984)
  • Match Point (1984)
  • Touchdown Football (1984)
  • I, Damiano: The Wizard of Partestrada (1985)
  • Sherlock Holmes in “Another Bow” (1985)

Inspired to:

If you liked it you can also try:

  • Pitfall! (1982)
  • Swords and Serpents (1983)

Follow I ❤ Old Games on Facebook!

…and also I ❤ Old Games on Instagram!

 

One Comment Add yours

  1. redbavon says:

    Mai avuto e sempre desiderato mentre sfogliavo i cataloghi della Imagic inclusi nelle confezioni dei giochi. All’epoca l’avrei adorato solo per l’immagine sulla copertina. Oggi, al di là dell’aspetto tecnico, sicuramente troppo semplicistico. Ma ci sta il voto in base alla propria esperienza.

    Like

Leave a Reply to redbavon Cancel reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.