[Review] Ports of Call


Ports of Call

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Per Aspera ad Astra

Ports of Call è rimasto incredibilmente di attualità sul mio PC fin dagli albori. Oggetto misterioso e quasi mitologico del quale si possono reperire pochissime informazioni online, è molto arduo da trovare in versione free anche oggi e l’unico modo di saperne qualcosa in più è collegarsi al sito ufficiale tedesco. Pare sia una di quelle reliquie da vecchio PC la cui memoria riesce a vivere solo grazie alle testimonianze di quelli della mia generazione, con la paura che in futuro nessuno si ricordi più di questo piccolo manufatto artigianale che, a discapito dei moti limiti mi ha regalato (e spero abbia regalato anche a voi) ore e ore (e ore e ore…) di sano gioco tra imparare a fare le manovre con una nave e fare trading in tutto il mondo. Per mia immensa fortuna negli anni nel quali i PC avevano sia l’unità Floppy che l’unità CD ho avuto la brillante idea di trasferire i contenuti dei miei preziosi dischetti su supporto ottico e ancora oggi posso vantarmi di avere la versione originale per PC (quella in foto non è mia, l’ho rubacchiata dalla rete – lo ammetto – purtroppo al momento non ho sotto mano il mio floppy…).

Ports of Call 3

Tale versione era shareware, come andava molto di moda in quegli anni e poteva essere giovata per solo un’ora. Tuttavia (vai a capire perchè) la mia versione di cui non so assolutamente la provenienza (e questo ammanta ulteriormente di mistero questo video game) aveva durata illimitata e quindi quando ero in vena

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e iniziava la pacchia.

Nonostante, anzi forse proprio grazie alla sua amatorialità, questo gioeillino ha sempre avuto un posto speciale nella mia collezione e ancora oggi campeggia con orgoglio sul mio desktop, all’interno del quale si è guadagnato una posizione di rispetto (addirittura con collegamento diretto al file eseguibile!) appena sotto Risorse del computer. Mica da ridere.

Alcune versioni più recenti, che sono dei port (perdonate il gioco di parole) per Windows, pur essendo fatti alla vecchia maniera, includono alcuni aiutini che avrebbero fatto la mia fortuna negli anni ’90, tipo 1 milione di $ di bonus non appena la società inizia ad ingranare e rotte commerciali particolarmente favorevoli grazie al contrabbando di documenti riservati (il cui trasporto può fruttare fino ad 1 milione di $!!!).

Fatto sta che se siete giocatori navigati (oggi mi sbizzarrisco con i giochi di parole), dopo un po’ di tentativi troverete alcune rotte più profittabili di altre: Karachi e Basrah sono destinazioni dalle quali è possibili contrabbandare armi ma attenzione, le autorità controllano e la zona è in mezzo ad un conflitto, con tutti i rischi che ne conseguono per la vostra nave; parallelamente sono poco redditizi i porti del mediterraneo nonostante abbiano una buona varietà di prodotti commerciabili, mentre da evitare come la peste Point Hope, dal quale potrete tornare indietro solo con della zavorra che vi frutterà ben 0$; dovrete anche evitare, specie se avete molte navi, di attraversare i canali (Panama e Suez) che vi costano 70mila$ a passaggio: se avete 3-4 navi che ci passano con regolarità a fine anno il prezzo non è trascurabile

Sfortunatamente io per restare a galla (mai termine più azzeccato) ero costretto a comprare delle bagnarole a rate e sperare in qualche rotta seria, possibilmente non a tempo, visto che la mia nave non poteva permettersi di correre veloce, pena l’affondamento immediato. Dopo anni e anni di tentativi e affinamento della tecnica sono però riuscito a sviscerare i segreti del mare e ancora oggi conservo salvata una partita iniziata anni fa che periodicamente riprendo in mano per vedere le mie decine di navi darsi ai commerci nei quattro angoli della terra!

My heart says…

80%

Come avrete già capito il cuore fa un po’ il cavolo che gli pare e dà voti dettati solo dal sentimento che vanno ben oltre la bontà del progetto o della sua realizzazione. Per questo PoC ha un voto altissimo. Non me ne abbiate a male ma ripensare ai giochini che hanno fatto la mia infanzia videoludica è sempre un tutto al cuore e il cuore non può che rispondere con un 8.

Splash screen

60%

La schermata iniziale è un disegno che ci introduce alla tematica del gioco, donde si passa direttamente a definire, per mezzo di una grafica da computer d’ufficio degli anni ’80, il nome della società e dell’armatore, sfortunatamente di lunghezza limitata (grossa pecca per la mia immaginazione…), quindi numero di giocatori e difficoltà.

La vera immagine che ci accompagnerà durante il gioco è quella della cartina terrestre dove le nostre navi si muovono incessantemente cercando di evitare le tempeste. Semplice ed efficace

Ports of Call 2

Graphics

60%

Data l’amatorialità del progetto, la grafica non può che essere grossolana e pixellosa. Considerando però che siamo nel 1987, esistono esempi peggiori, quindi non me la sento di condannare Port. Come detto in precedenza non mi è stato possibile ottenere molte informazione “tecniche”, ma credo che la palette sia di 16 colori (32 ad esagerare). Nonstante questo, quando si prende l’ascensore per andare a visitare il reparto navi hi-tech, luccicano sempre gli occhi a vedere il transatlantico da 60 milioni. Anche con una grafica datata è da perdere la testa…

Narrative

70%

Beh in un gioco gestionale non c’è molto da dire riguardo la trama, quindi glisserei dando un voto “politico”

Gameplay

70%

Nonostante i comandi molto semplici il gioco non è semplice come può sembrare. Lo scopo è ovviamente, quello di gestire una società solida, economicamente forte, che diversifica i propri commerci e con un buon numero di navi. Ma anche a livello Novice riuscire a rendere profittabile la vostra società partendo letteralmente da zero è parecchio difficile e dovrete stare attenti ad ammortamenti, rotte e costo carburante per riuscire a far restare a galla la baracca.

I prodotti per i quali dovreste essere disposti a sacrificarvi di più (in termini di spese di carburante per far andare più veloce la vostra nave) sono su tutti le Armi e i Prodotti Chimici, i più redditizi di tutti.

Ma se navigate a tempo attenti ai trabocchetti: dovrete sempre avere ben a mente quale delle vostre navi sarà quella che dovrà andare più spedita e se incontrate una tempesta calcolate bene i tempi e verificate se è meglio attraversarla o aggirarla, ne va di molte centinaia di migliaia di $!

Ports of Call 1

Il gioco si compone anche di un’altra modalità, quella di “guida” che può essere nella maggior parte dei casi evitata usando i rimorchiatori per parcheggiare la nave nel porto. Però, giuarda caso, quando il porto è ostico c’è sempre sciopero dei rimorchiatori e dovrete prendere il comando della nave e piazzarla correttamente in porto, pena il suo danneggiamento e grandi soldoni per ripararla.

Sound

30%

Il suono è praticamente inesistente. Le uniche cose che si sentono sono il suono di un radar (peraltro molto fastidioso) in sede di scelta di difficoltà e numero di giocatori e il suono di una nave molto sbuffante nello splash screen interrotto all’improvviso da quello che io ho sempre creduto essere quello di un karateka intendo a spezzare dei mattoni. Sentire per credere (a me comunque faceva ridere un sacco). Detto questo, molto a malincuore, il voto non può che essere basso.

Longevity

100%

Grande punto a favore del gioco. Ovviamente se siete in possesso della versione shareware la durata del gioco è limitata ad 1 ora ma ogni volta che affronterete quei 60 minutio di gioco non avrete mai due partite uguali. Se poi siete fortunati ad avere la versione estesa…ciao…qui la longevità raggiunge picchi vertiginosi. Per gli amanti della simulazione manageriale e di tutti quei giochi che faranno la fortuna del genere negli anni ’90, PoC è una pietra miliare imprescindibile e regalerà una montagna di ore di gioco per cercare di far fruttare la propria società.

Final score 71/100

70%

…che per un prodotto fatto da due amatori senza una grossa distribuzione vale come un 8 abbondante. Sfortunatamente non ha avuto ampia diffusione ma ne sono stati realizzati alcuni seguiti più moderni.


Year: 1987

Developer: Rolf-Dieter Klein, Martin Ulrich

Publisher: Aegis Software International

Genre: Simulation, Trade & Management,

Game Mode: Single Player, Multiplayer (up to 4)

Original Platform: Amiga, MS-DOS

If you liked it you can also try:

  • Merchant Prince (1993) e seguiti
  • Ocean Trader (1995)

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4 Comments Add yours

  1. Uh, ma sai che questo non l’ho proprio mai sentito nominare? Sembra simpatico… 😉

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    1. benez256 says:

      Assolutamente si…è vecchio stampo, semplice come idea ma complicato da gestire e senza una miriade di parametri da tenere d’occhio…consigliatissimo!

      Liked by 1 person

      1. Il tuo blog mi sta intrippando sempre più: davvero complimenti ^_^

        Liked by 1 person

      2. benez256 says:

        Muchas gracias 🙂 🙂 🙂

        Liked by 1 person

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